La guerra in Ucraina e il ruolo della Moldova: intervista con Maia Sandu
Il 24 febbraio 2022, il giorno in cui la Russia ha lanciato l’invasione dell’Ucraina, rimarrà impresso nella memoria della presidente moldava Maia Sandu. «Dalla mia finestra sentivo il rumore delle bombe che colpivano le città ucraine. Il giorno peggiore della mia vita», ha dichiarato Sandu, in visita a Kiev per festeggiare l’indipendenza ucraina. Questa celebrazione si inserisce in un contesto di crescente tensione nella regione, dove la Moldova ha vissuto attacchi da parte di Mosca. «In quattro anni e mezzo Putin ha lanciato circa sessanta droni contro la Moldova», ha rilevato, sottolineando il rischio per le infrastrutture critiche del paese, come le centrali elettriche. «Anche il palazzo della Presidenza ha dovuto ridurre l’illuminazione energetica», ha aggiunto, riportando i dettagli dell’evento, riporta Attuale.
Ripercorrendo i momenti chiave della sua vita, Sandu racconta come il 27 agosto 1991, alla giovane età di 19 anni, ha vissuto l’indipendenza della Moldavia. «Fu un momento di grande cambiamento: abbiamo conquistato il diritto di parlare rumeno e ci siamo liberati dall’isolamento», ha affermato. Tuttavia, ha anche avvertito che il processo di indipendenza è stato accompagnato da incertezze significative e sfide costanti, specialmente dall’influenza russa.
Sandu ha evidenziato come la Moldavia abbia fatto enormi progressi per distaccarsi dalla Russia, con le importazioni dalla federazione che ora rappresentano meno del 3%. «Oggi non consumiamo più gas russo e abbiamo diversificato le nostre fonti di energia», ha dichiarato, aggiungendo che il consumo di energie rinnovabili è aumentato dal 3% al 25%. La Moldavia ha rafforzato i legami con l’Unione Europea, seguendo il sentiero tracciato dall’Ucraina.
Nell’intervista, Sandu ha affrontato le ingerenze russe nel paese. «Abbiamo intercettato centinaia di milioni di euro spesi dalla Russia per influenzare le elezioni e minare la fiducia nella democrazia moldava e nell’Unione Europea», ha denunciato. Sottolineando la necessità di sensibilizzazione, ha avvertito che la guerra cognitiva della Russia rappresenta una minaccia crescente alla democrazia. «È fondamentale rendere le nostre società più resilienti», ha aggiunto.
Riguardo alla situazione geopolitica, Sandu ha espresso timori per la crescente indifferenza di alcuni stati europei riguardo all’aggressione russa. «Le interferenze russe sono brutali e visibili, ma molti paesi non comprendono la gravità della situazione», ha avvertito. Ha sottolineato che l’adesione alla NATO non è attualmente una maggioranza nel paese, ma che ci sono segnali di una crescente consapevolezza tra la popolazione riguardo ai vantaggi di una cooperazione più intensa con l’alleanza.
La Moldavia ha fissato come obiettivo il 2030 per entrare nell’Ue, ma Sandu ha riconosciuto le complessità di un allargamento dell’Unione. «Ogni paese deve rispettare i propri impegni, e noi lavoriamo per farlo», ha detto. Esprimendo ottimismo, ha confidato che l’ingresso della Moldavia nell’Unione contribuirebbe a garantire una maggiore sicurezza per tutto il continente europeo.
Sandu ha anche espresso preoccupazione riguardo al cambiamento della percezione politica in Europa rispetto all’allargamento dell’Unione. «Attualmente c’è una finestra d’opportunità, ma il cambiamento è sempre possibile», ha detto, incoraggiando l’unità contro la minaccia russa. La presidente ha chiuso il colloquio sottolineando che, per affrontare l’aggressione russa e vivere in libertà, è cruciale agire insieme e mantenere alta la guardia.