La Russia accusa Paesi Bassi e Ue di “preparare uno scontro su larga scala” dopo la scoperta di attacchi informatici russi

16.07.2026 15:15
La Russia accusa Paesi Bassi e Ue di “preparare uno scontro su larga scala” dopo la scoperta di attacchi informatici russi
La Russia accusa Paesi Bassi e Ue di “preparare uno scontro su larga scala” dopo la scoperta di attacchi informatici russi

L’ambasciata russa all’Aia ha accusato i Paesi Bassi e l’Unione europea di alimentare una “spirale di escalation militare” e di prepararsi apertamente a un conflitto su larga scala con la Russia. La dichiarazione, diffusa il 14 luglio 2026 e rilanciata da news.ru, arriva il giorno dopo che il ministro degli Esteri olandese Tom Berendsen aveva convocato l’ambasciatore russo Vladimir Tarabrin per esprimere una protesta ufficiale.

Alla base della convocazione ci sono le prove raccolte dai servizi d’intelligence olandesi (AIVD e MIVD) su una campagna di cyberspionaggio e preparazione di sabotaggi condotta da hacker legati all’FSB russo, in particolare al suo 16° centro. Secondo le autorità dell’Aia, gli aggressori hanno violato telecamere di videosorveglianza private posizionate lungo le principali rotte utilizzate per il trasporto di aiuti militari all’Ucraina e hanno tentato di penetrare le reti digitali di terminal portuali e compagnie logistiche per raccogliere informazioni e pianificare azioni di disturbo.

La reazione coordinata dell’Europa

La mossa olandese non è stata isolata. Lo stesso 13 luglio i ministri degli Esteri di Francia, Germania e Finlandia hanno convocato a loro volta gli ambasciatori russi, mentre l’Unione europea ha adottato nuove sanzioni nei confronti di persone ed entità coinvolte nelle recenti offensive informatiche attribuite a Mosca. “Il nostro messaggio all’ambasciatore russo è assolutamente chiaro: vediamo quello che state facendo e non lo tollereremo”, ha dichiarato Berendsen.

L’ambasciatore Tarabrin ha respinto ogni accusa, bollando le evidenze dei servizi olandesi come “speculazioni e affermazioni infondate”. Poche ore dopo, la rappresentanza diplomatica russa ha diffuso la propria nota, sostenendo che i Paesi Bassi e Bruxelles “inventano pretesti inverosimili per giustificare il rafforzamento della linea antirussa” e che un’ulteriore pressione su Mosca non farebbe che aggravare l’instabilità in Europa.

La sequenza degli eventi – cyberoperazioni ostili documentate, protesta diplomatica multilaterale, nuove sanzioni e la successiva accusa di “preparazione al conflitto” rivolta all’Europa – illustra il meccanismo con cui il Cremlino risponde alle contestazioni delle proprie attività ibride. Le indagini dei servizi olandesi, che hanno messo in luce il tentativo di compromettere le catene di approvvigionamento militare e la logistica civile, restano al centro della reazione europea, mentre Mosca insiste nel presentare ogni risposta occidentale come prova di una minaccia esistenziale.

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