Andy Burnham nuovo leader del partito laburista britannico: un arrivo senza precedenti
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – Oggi, Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, è stato nominato nuovo leader del partito laburista britannico e lunedì assumerà ufficialmente il ruolo di primo ministro, diventando il settimo premier del Regno Unito in dieci anni di Brexit, riporta Attuale.
Le circostanze della sua ascesa al potere sono senza precedenti, costituendo per la Gran Bretagna un salto nel buio. Burnham ha ottenuto una incoronazione senza rivali; non ci sono state sfide per la leadership e, dopo molte manovre all’interno del Labour, si è rivelato l’unico candidato idoneo a sostituire Keir Starmer, dimessosi a causa dei timori dell’ascesa della destra populista di Nigel Farage.
Non ci sono stati dibattiti o confronti programmati, rendendo Burnham un punto interrogativo per il futuro del partito. Ha fatto poco per chiarire le sue intenzioni: non ha tenuto conferenze stampa né interviste significative. Il suo entourgae aveva pianificato alcuni discorsi per delineare il programma di governo, ma ha parlato solo in una occasione, offrendo un discorso privo di dettagli ma ricco di promesse, incentrato su un maggior decentramento amministrativo e visioni vaghe di novità in un partito in crisi.
Burnham ha dichiarato di essere pronto a governare e ha definito questa la “ultima chance per il cambiamento” nel Regno Unito, sottolineando che 40 anni di neoliberalismo hanno penalizzato molte persone e gruppi sociali. Ha promesso di riportare il Labour “tra la gente” e di “restituire la speranza ai cuori” dei britannici, sostenendo un ruolo pubblico più forte nell’economia mentre si è dichiarato “amico del business”.
Alla conferenza speciale del Partito Laburista, Burnham ha elencato cinque punti chiave per migliorare il partito: fermare le lotte interne, costruire una nuova politica per affrontare i grandi problemi trascurati, collaborare con altri partiti mantenendo un orientamento laburista, rappresentare tutto il Regno Unito e recuperare poteri a livello locale.
Senza dibattiti parlamentari post-nomina, Burnham avrà 43 giorni senza dover rendere conto alle Camere, poiché Westminster chiude per ferie. I conservatori hanno tentato di rinviare le vacanze parlamentari, ma la richiesta è stata respinta. La situazione è stata paragonata a un’atmosfera “nordcoreana” da un editoriale del Times, che ha scherzato sul nuovo premier a definendolo “caro Leader”.
Fuori dalla cerchia ristretta di Westminster e Manchester, Burnham è poco conosciuto, privo di esperienze in ruoli significativi. Ha annunciato un tour in agosto per presentarsi alla popolazione, sebbene si prevede che gli eventi saranno strettamente coreografati.
Le preoccupazioni sono che la sua cautela nasconda un vuoto di sostanza. Come ha detto la leader dei conservatori, Kemi Badenoch, è solo “un paio di ciglia e una maglietta nera”? Burnham, noto comunicatore, dovrà dimostrare di avere contenuti per affrontare i bisogni del Paese.
È evidente che il nuovo primo ministro si concentrerà sull’agenda interna, lasciando in secondo piano questioni di politica estera e sicurezza. Tuttavia, potrà davvero esercitare il ruolo di “sindaco della Gran Bretagna” in un contesto internazionale complesso? Da lunedì, Burnham avrà anche accesso al bottone nucleare del Regno Unito.
Sembra che Burnham avrebbe preferito un passaggio di consegne a settembre, per avere più tempo di prepararsi. Ma con l’accelerazione del processo, giunge a Downing Street un primo ministro che pare non essere pronto, e gli esami inizieranno già da lunedì.