Nuovo governo in Ucraina: rimpasto voluto da Zelensky suscita proteste e dibattiti
Un nuovo governo è attivo in Ucraina da giovedì, frutto del secondo rimpasto voluto dal presidente Volodymyr Zelensky in meno di un anno. Tra le novità, un nuovo primo ministro e diversi cambiamenti, incluso il popolare ministro della Difesa, Mychajlo Fedorov, che ha radicalmente trasformato l’approccio dell’Ucraina alla guerra attraverso innovazioni e automazione nei combattimenti in un breve lasso di tempo. La rimozione di Fedorov ha generato grandi proteste in molte città ucraine, un evento inusuale per un paese in guerra, riporta Attuale.
Le ragioni dietro questo rinnovamento governo non sono state chiaramente spiegate da Zelensky e sono oggetto di vivaci discussioni. Il presidente ha affermato che la decisione è stata influenzata dai forti contrasti tra Fedorov e Oleksandr Syrskyi, il capo delle forze armate ucraine. Fedorov è stato sostituito temporaneamente dal generale Yevhenii Khmara, attuale capo dei servizi segreti ucraini (SBU). È emerso che la divergenza di opinioni tra Fedorov e Syrskyi riguardava le strategie di guerra: Fedorov, 35 anni, ha puntato su droni e robot per condurre attacchi mirati nel territorio russo, mentre Syrskyi, 60 anni, ha mantenuto un approccio tradizionale e mostrato resistenza ai cambiamenti proposti.
Le innovazioni introdotte da Fedorov avevano portato a risultati positivi per l’Ucraina. In un editoriale, il quotidiano Kyiv Independent ha ipotizzato che Zelensky abbia rimosso Fedorov a causa della sua crescente popolarità, considerata pericolosa dalla presidenza: «La decisione presenta tutte le caratteristiche della tendenza di Zelensky a destituire funzionari e comandanti diventati troppo popolari, in vista di elezioni ipotetiche, che non si svolgeranno mai se la Russia dovesse prevalere sull’Ucraina». Questa rimozione potrebbe avere conseguenze significative sul corso della guerra.
Il quotidiano ha anche sottolineato che «i funzionari accusati di corruzione, incompetenza o cattiva gestione hanno spesso goduto di maggiore pazienza e protezione, purché non minacciassero il tasso di approvazione del presidente». Oleksiy Haran, analista politico, ha dichiarato al giornale tedesco Die Welt che Zelensky «desiderava riaffermare la sua autorità» e ribadire il suo controllo in un periodo in cui la sua influenza sul parlamento sembra minore.
Zelensky ha giustificato la sostituzione della prima ministra Yulia Svyrydenko con Sergii Koretsky, ex capo dell’azienda energetica statale Naftogaz, citando «nuove priorità per il governo». Ha evidenziato la necessità di garantire energia elettrica e riscaldamento alla popolazione per l’inverno, frequentemente interrotti dagli attacchi russi alle infrastrutture energetiche. Koretsky è considerato la figura adeguata per affrontare queste sfide.
Tuttavia, critiche sono emerse nei media ucraini, in particolare riguardo il cambio di ministero della Difesa. Il rimpasto è stato orchestrato direttamente da Zelensky, con il parlamento che ha solo approvato le decisioni, in violazione delle disposizioni costituzionali che assegnerrebbero un ruolo maggiore. A luglio 2025, un precedente rimpasto era stato motivato da casi di corruzione che coinvolgevano alcuni ministri e una situazione militare ed economica più sfavorevole.
Una delle teorie più accreditate è che il recente rimpasto sia una reazione alle dimissioni del potente capo di gabinetto di Zelensky, Andriy Yermak, avvenute a novembre. Yermak, coinvolto in un grave scandalo di corruzione, ha dovuto abbandonare l’incarico che, di fatto, guidava gran parte dell’azione di governo. Svyrydenko era un’affiliata di Yermak e considerata da molti media come un’esecutrice delle sue politiche. Senza Yermak, Zelensky ha sentito il bisogno di una leadership più decisa.
Inoltre, si specula che Zelensky possa avere in mente Svyrydenko per un altro ruolo chiave: ambasciatrice negli Stati Uniti. L’attuale ambasciatrice, Olha Stefanishyna, sotto inchiesta per presunti attività discutibili, potrebbe essere costretta a lasciare. Svyrydenko ha buoni rapporti con l’amministrazione Trump, avendo condotto negoziati cruciali per gli accorsi sui metalli rari, rifacendo legami diplomatici trai due paesi. Anche se Zelensky le ha offerto il posizione, non ha ancora accettato.
In aggiunta, la difficoltà del governo uscente nei rapporti con il parlamento rappresenta un ulteriore stimolo per il rimpasto. Zelensky ha più volte manifestato frustrazione per l’inerzia legislativa, criticando l’incapacità del parlamento di approvare leggi favorevoli all’accesso dell’Ucraina all’Unione Europea. Nella comunicazione relativa all’insediamento del nuovo governo, il presidente ha enfatizzato l’importanza di «attuare più rapidamente gli accordi» con i partner internazionali.