La procuratrice dei minori di Firenze critica il disegno di legge sull’imputabilità
Il disegno di legge del governo italiano, che prevede l’imputabilità totale per i minori tra i 14 e i 18 anni, potrebbe avere conseguenze devastanti per il diritto minorile, afferma la procuratrice dei minorenni di Firenze, Roberta Pieri. “Quando lo Stato c’è e si fa sentire è sempre un segnale positivo, ma una legge da sola non può bastare a risolvere il problema della delinquenza minorile. E soprattutto prevedere l’imputabilità assoluta significa cancellare tout court il concetto di adolescenza e ciò che ne deriva”, riporta Attuale.
Pieri sottolinea che il disegno di legge altera profondamente il diritto minorile, non tenendo conto del processo di crescita individuale e delle complessità fisiche e neurologiche. Nonostante il governo affermi di voler affrontare la questione con misure più severe, la procuratrice avverte che non si deve generalizzare e definire i giovani solo come “maranza”, un termine che etichetta in modo riduttivo i ragazzi di seconda generazione.
La percezione che la delinquenza minorile stia aumentando è fuorviante, poiché i dati parlano di un incremento del 6% di crimine giovanile in Toscana, ma ciò riguarda principalmente Firenze. La natura della delinquenza minorile è cambiata qualitativamente, non quantitativamente, afferma Pieri.
La violenza giovanile, secondo Pieri, è anche un riflesso del comportamento degli adulti e delle dinamiche familiari. “I ragazzi vivono in ambienti in cui i litigi e le offese sembrano normali”, spiega. Allo stesso modo, i social media, creati dagli adulti, non fanno che alimentare questo comportamento violento.
Riguardo alla questione dell’imputabilità dei minori, Pieri osserva che non ci sarà un cambiamento significativo nella prassi legale, poiché le procure minorili operano già con presunzioni relative di capacità. Le indagini sono più dettagliate nei casi gravi, come quelli che riguardano particolari disagi psicologici o leggi specifiche.
Per quanto riguarda la legittimità costituzionale dell’imputabilità totale, Pieri è ferma nel suo giudizio: “Assolutamente no, così si stravolge il diritto minorile e si cancella l’adolescenza”. Le neuroscienze dimostrano che la maturazione si sviluppa per fasi e il completamento della crescita fisica si ha solo a 21 anni, momento in cui gli individui acquisiscono capacità di controllo sui comportamenti impulsivi e aggressivi. Questo richiede una valutazione esperta.
Pieri avverte che una legge non può risolvere il problema della delinquenza minorile. “Si pensa di eliminare il fenomeno processandoli tutti? Ci devono essere investimenti nel settore sociale e nel welfare, bisogna fornire gli strumenti necessari ai procuratori. La mia procura distrettuale in Toscana conta solo cinque pm”, sottolinea. È fondamentale supportare le famiglie e le scuole, creando reti sociali e occasioni di socializzazione adeguate per i giovani. La pandemia di Covid-19 ha aggravato le difficoltà, lasciando profonde cicatrici psicologiche nei minori.