Legge elettorale: tensioni e strategie al Senato
Luca Pirondini, capogruppo del M5s al Senato, ha sollevato preoccupazioni riguardo alla gestione della legge elettorale in fase di discussione, segnalando una “fretta sospetta” nel processo di audizioni, con solo 26 sessioni consentite rispetto alle 70 della Camera. Pirondini ha criticato la decisione di concentrare il lavoro in una sola settimana e l’opzione di consentire ai parlamentari di partecipare online, suggerendo che ciò potrebbe minare la qualità del dibattito, riporta Attuale.
Con l’assenza del voto segreto, il M5s è chiamato a decidere se opporsi o proporre modifiche. “Questa legge è inemendabile”, ha dichiarato Pirondini, sottolineando che le liste di nominati presentate rappresentano “uno schiaffo alla democrazia”. Ha aggiunto che il partito definirà la propria strategia dopo aver esaminato le audizioni della maggioranza.
Pirondini ha ribadito il sostegno del M5s per un sistema elettorale basato sulle preferenze, ma ha contestato che le proposte avanzate dalla maggioranza siano genuine. “Le simulazioni mostrano che l’80% degli eletti sarebbe comunque nominato dai partiti”, ha avvertito, criticando il centrodestra per tentare di assicurarsi una vittoria elettorale in un momento di crisi economica caratterizzato da inflazione al 12% e aumento dei prezzi dei combustibili.
In merito alla questione della parità di genere, Pirondini ha affermato: “Finché non la vedo non ci credo”, evidenziando che eventuali preferenze devono essere realmente tali e non una mera formalità. “Se si inseriscono le preferenze, devono essere vere”, ha puntualizzato.
La discussione si è poi spostata sulla giustizia e la recente stretta normativa contro i reati. Pirondini ha criticato il governo per l’adozione di misure repressive e ha messo in dubbio la coerenza del suo operato, citando il caso di Delmastro e la negazione di accesso alle chat utili per le indagini. “Chi vuole riformare la giustizia dovrebbe garantire prima di tutto la trasparenza”, ha affermato.
In un’altra occasione di tensione, tre senatrici del M5s hanno protestato contro il governo per la gestione dell’acquisizione delle chat legate a un caso di mafia. “Se Delmastro non avesse nulla da nascondere, consegnerebbe il telefono per dignità istituzionale”, ha commentato Pirondini, promettendo di esercitare pressioni sul governo per rivedere la decisione “vergognosa”.
Infine, in merito alla tragica morte di Fakir a Bologna, Pirondini ha esortato a lasciar lavorare la Procura senza sfruttare l’evento per guadagni elettorali, sottolineando l’importanza di rispettare la separazione dei poteri in un contesto in cui la politica tende a reagire impulsivamente a eventi di cronaca.
Riguardo all’uso delle bodycam, Pirondini ha concordato sulla loro utilità, affermando che potrebbero contribuire sia alla protezione dei cittadini che degli agenti, se utilizzate correttamente in future inchieste.