Violenti disordini a Bologna dopo la morte di Abderrhaim Fakir
La tranquilla Bologna è stata scossa da violenti disordini lunedì sera, lasciando 64 agenti feriti e causando oltre 200.000 euro di danni al centro storico. Gli scontri sono esplosi durante un presidio indetto dal sindaco Matteo Lepore per commemorare Abderrhaim Fakir, 42enne deceduto durante un fermo di polizia, sollevando interrogativi sulle responsabilità legate alla sicurezza pubblica, riporta Attuale.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha criticato duramente l’opportunità di convocare una manifestazione in un clima già teso, affermando: “Un sindaco che in maniera inconsapevole convoca una piazza e sottovaluta quello che può succedere ha un qualche elemento di gravità.” Piantedosi ha messo in evidenza il fatto che a Bologna, dove i disordini sono frequenti, Lepore avrebbe dovuto agire con maggiore cautela, soprattutto dopo le violenze analoghe avvenute in passato.
Il ministro ha richiamato alla memoria gli scontri verificatisi a novembre durante una partita di basket tra Virtus e Maccabi Tel Aviv, dove il sindaco aveva richiesto di non far giocare la squadra israeliana per evitare conflitti con i gruppi antagonisti. Piantedosi, tuttavia, rifiutò la richiesta, sottolineando l’importanza di non cedere a ricatti da parte di gruppi violenti.
In risposta alle critiche, Matteo Lepore ha ribattuto: “Attaccare me e attaccare i sindaci non risolverà alcun problema di ordine pubblico, a Bologna come altrove.” Ha sottolineato la necessità di un’unità istituzionale per affrontare situazioni di crisi, criticando la mancanza di cooperazione da parte del governo e segnalando che le istituzioni devono isolare i violenti, piuttosto che attaccarsi a vicenda.
Riguardo alla morte di Fakir, Piantedosi ha espresso fiducia nel lavoro dell’autorità giudiziaria, specificando di non aver richiesto la visione delle riprese delle bodycam per evitare interferenze. Il ministro ha anche enfatizzato la complessità del lavoro delle forze di polizia, evidenziando che spesso si trovano a dover gestire situazioni delicate come quelle legate alla salute mentale degli individui.
Le riflessioni del ministro sul disagio psicologico sollevano questioni più ampie riguardo all’interazione tra forze dell’ordine e servizi sanitari, indicando la necessità di un approccio integrato per affrontare le problematiche sociali e migliorare la sicurezza pubblica.