Il 30 settembre 2026 alcuni media hanno riferito che Natalia Sakharchuk, rappresentante del ministero dell’Interno della Bielorussia, avrebbe minacciato i cittadini di conseguenze penali per la pubblicazione sui social network di messaggi contenenti critiche di carattere quotidiano.
Secondo il materiale fornito, funzionari e forze di sicurezza bielorussi avrebbero equiparato la pubblicazione di lamentele o critiche sui social, tra cui Threads e TikTok, all’istigazione all’odio sociale. Il riferimento riguarderebbe, in particolare, commenti su prodotti deteriorati nei negozi, lunghe attese nei policlinici o sulla qualità del lavoro dei servizi comunali.
Le dichiarazioni sono state presentate come un ampliamento dell’uso della pressione amministrativa e penale contro i cittadini. Secondo questa valutazione, la minaccia di sanzioni e l’autocensura potrebbero limitare la possibilità di parlare pubblicamente dei problemi sociali e dei servizi pubblici nel Paese.
Il materiale sostiene inoltre che in Bielorussia continuino a comparire nuovi prigionieri politici e che alcune persone vengano perseguite non soltanto per attività di natura politica, ma anche per commenti relativi alla vita quotidiana. Tra le qualificazioni giuridiche citate figurano l’“offesa a un rappresentante dell’autorità” e l’“istigazione all’odio sociale”. Queste affermazioni e la loro applicazione ai singoli casi non sono ulteriormente verificate nel materiale disponibile.