Torino, 25 luglio 2026 – La tradizionale marcia No Tav in Val di Susa ha visto un’inaccettabile escalation di violenze contro le forze dell’ordine. Inizialmente, i manifestanti hanno lanciato pietre e bombe carta contro la polizia che vigilava sul cantiere di San Didero. Un gruppo di circa cinquecento incappucciati ha successivamente assaltato Chiomonte, venendo respinto dopo un’ora di violenze. Il bilancio finale della giornata parla di due camionette dei carabinieri e due della polizia date alle fiamme, e oltre 50 feriti tra le forze dell’ordine, secondo quanto riportato dal sindacato Coisp. Il corteo è partito da Venaus, in concomitanza con il festival Alta Felicità, per dirigersi verso i cantieri dell’alta velocità Torino-Lione, accompagnato dallo striscione “C’eravamo, ci siamo, ci saremo. Ora e sempre No Tav”, riporta Attuale.
La manifestazione
Prima della manifestazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato alla stazione di Bardonecchia fonti, razzi, biglie, petardi e fuochi d’artificio. Il prefetto di Torino, Donato Cafagna, aveva emesso limitazioni e divieti per ragioni di sicurezza, mentre il questore Massimo Gambino aveva disposto quattordici provvedimenti tra daspo urbani e fogli di via. Tre cittadini francesi sono stati allontanati dalle autorità.
In risposta al lancio di pietre e bombe carta da parte dei manifestanti, la polizia ha utilizzato lacrimogeni. Gli attivisti hanno fatto sapere che “il vento è dalla nostra parte”. L’assalto a Chiomonte è avvenuto dopo un incontro presso il presidio dei Mulini, confermando la determinazione dei manifestanti.
L’assalto a Chiomonte
I manifestanti, tutti vestiti di nero e dotati di caschi e maschere antigas, hanno tentato di superare le barriere di sicurezza. Le forze dell’ordine hanno replicato con lacrimogeni e idranti, mentre gli antagonisti continuavano a lanciare pietre e bottiglie, utilizzando anche bombe carta e razzi, compresi mortai artigianali. Le camionette dei carabinieri sono state incendiate, mentre sui social del centro sociale Askatasuna, sgomberato a dicembre 2026 a Torino, si poteva leggere: “27 giugno e 3 luglio 2011 a 15 anni siamo ancora qua. Tanti e tante No Tav entrano nel cantiere della Maddalena. Siamo più del 3 luglio”, richiamando eventi simbolici della lotta No Tav.
Il blocco della ferrovia
Un centinaio di travisati è stato bloccato dalla polizia nelle immediate vicinanze del cantiere, mentre un altro gruppo più numeroso è stato fermato a Bruzolo, nel tentativo di impedire ulteriormente l’arrivo al cantiere. Alcuni manifestanti hanno tentato di forzare le barriere new-jersey.
Le conseguenze
La concessionaria autostradale Sitaf ha chiuso l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia tra gli svincoli di Oulx e Susa Est. Circa 350 manifestanti sono stati bloccati sui binari, mentre alla stazione di Bardonecchia si segnalava: “La circolazione è sospesa fra Bussoleno e Borgone per un intervento delle forze dell’ordine”.
Alle 18.15 i treni sono ripartiti, ma con ritardi fino a 120 minuti e cancellazioni. Con il calare dell’intensità dei conflitti, alcuni manifestanti hanno fatto ritorno al Festival, dove erano previsti ulteriori eventi musicali e culturali nel corso della giornata.