Israele avanza nella costruzione di un muro lungo la Striscia di Gaza

26.07.2026 17:35
Israele avanza nella costruzione di un muro lungo la Striscia di Gaza

Israele costruisce un confine permanente a Gaza: l’esercito intensifica il controllo sul territorio

Negli ultimi mesi, l’esercito israeliano ha avviato la costruzione di un terrapieno permanente lungo il confine con la Striscia di Gaza, evidenziando l’intenzione di non ritirarsi dalla regione occupata. Questa struttura, che include anche un fossato, è sorvegliata dall’esercito e impedisce l’accesso alla popolazione civile, costringendo le organizzazioni umanitarie a coordinarsi con le forze armate per attraversarla, riporta Attuale.

Il terrapieno, che corre principalmente lungo la cosiddetta “linea gialla”, segna un’area ampia lungo tutto il confine della Striscia, lasciando libera solo una parte centrale. La “linea gialla” rappresenta un confine temporaneo che l’esercito israeliano avrebbe dovuto rispettare dopo l’invasione della Striscia di Gaza nell’ottobre 2023, a seguito degli attacchi di Hamas a Israele. Sebbene fosse previsto un cessate il fuoco a ottobre 2025, le tempistiche sono rimaste vaghe e in gran parte inattuate.

Il piano originale prevedeva un ritiro dell’esercito israeliano dietro la linea gialla, così come uno scambio di prigionieri e la cessazione dei bombardamenti su larga scala, i quali però sono continuati a un ritmo ridotto. La fase 2 degli accordi, entrata in vigore a gennaio di quest’anno, non è stata mai implementata, lasciando la situazione di stallo senza progressi nel disarmo di Hamas, che Israele considera la motivazione principale per l’occupazione.

I recenti sviluppi hanno portato l’esercito israeliano a controllare, di fatto, oltre il 60% della Striscia, superando il 53% previsto dagli accordi. A maggio 2026, il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva ordinato un ulteriore potenziamento del controllo militare, fissando come obiettivo il 70%. Invece di ritirarsi, l’esercito ha demolito edifici, terreni agricoli e infrastrutture, sostituendoli con avamposti militari.

Nonostante il cessate il fuoco, le vittime palestinesi continuano ad aumentare, superando il migliaio dall’inizio dell’operazione nel 2023. A partire dall’inizio dell’anno, l’esercito ha iniziato a costruire il terrapieno, un progetto che dimostra la determinazione di Israele a rendere il confine più duraturo. Finora, sono stati realizzati 23 chilometri di barriera, mentre l’analisi recente di Associated Press evidenzia un’accelerazione nei lavori nel tratto meridionale.

Allo stato attuale, il controllo della Striscia da parte dell’esercito israeliano potrebbe trasformarsi in un’occupazione permanente, con funzionari che dichiarano apertamente l’intenzione di rimanere senza una data di scadenza. L’ex capo di stato maggiore Eyal Zamir aveva già definito la linea gialla un “nuovo confine”, un’affermazione che insinuava un cambio nel paradigma della sicurezza israeliana. Inoltre, l’attuale ministro della Difesa, Israel Katz, ha suggerito che il governo stia perseguendo una “migrazione volontaria” dei palestinesi, una mossa che ha sollevato preoccupazioni internazionali in merito a possibili atti di pulizia etnica.

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