Larry, il gatto di Downing Street, continua a regnare mentre il nuovo primo ministro Andy Burnham affronta il timore di una nuova convivenza con un cane
Il gatto Larry, divenuto un simbolo di Downing Street, continua a riscuotere popolarità sotto la nuova amministrazione di Andy Burnham. Da quando è stato adottato nel 2011, Larry ha assistito a ben sette cambi di primo ministro, diventando così l’inquilino più longevo della residenza ufficiale del premier britannico. Il suo celebre titolo è Chief Mouser to the Cabinet Office, “capo cacciatore di topi dell’ufficio di gabinetto”, riporta Attuale.
Nonostante la sua fama politica, Larry è ormai un’icona virale, con foto e video che circolano in rete, attirando l’attenzione sia del pubblico britannico che di quello internazionale. La sua presenza è diventata così rilevante che i fotografi e i giornalisti presenti a Downing Street spesso scelgono di immortalare il felino mentre attendono altre notizie ufficiali.
L’arrivo di Burnham ha riacceso dibattiti riguardo alla convivenza tra Larry e un presunto nuovo animale domestico del premier, un cane incrociato tra barboncino e Bichon. Larry, che ora ha 19 anni, ha sollevato preoccupazioni in merito alla gestione del potenziale conflitto tra i due animali. Tuttavia, Burnham ha chiarito che il suo cane rimarrà a Manchester, temendo che non andasse d’accordo con Larry.
In effetti, Larry non è nuovo alle interazioni con altri animali. I primi ministri britannici sono autorizzati a portare i propri animali domestici a Downing Street. Keir Starmer, predecessore di Burnham, aveva due gatti, ma si era premurato di tenerli separati da Larry. I cani hanno invece condiviso la residenza con Boris Johnson e Rishi Sunak, entrambi del Partito Conservatore, i quali hanno segnalato screzi tra i loro cani e il felino.
Johnson ha descritto Larry come un “teppista”, sostenendo che i suoi cani erano terrorizzati da lui dopo un’aggressione avvenuta in seguito a un tentativo di rubare il cibo. In un discorso, ha anche affermato che Larry ha l’“aspetto di un lottatore di sumo”, sottolineando le sue sorprendenti dimensioni rispetto ai cani nella residenza.
Il dibattito su Larry si è ripetuto anche nel passato. Nel 2016, David Cameron difese la sua presenza durante il suo ultimo giorno da primo ministro, mentre la stampa lo attaccava per non essergli affezionato. Il governo ribadì che Larry sarebbe rimasto a Downing Street al servizio del successivo premier. Cameron lo aveva adottato da un gattile, suscitando critiche per l’apparente operazione di marketing politico.
Nel suo ruolo ufficiale, Larry ha avuto successo limitato nella cattura di topi; è più noto come un fenomeno mediatico sotto i riflettori dei social. Ha rubato la scena in diversi frangenti, e la sua popolarità è accentuata da un profilo non ufficiale su X, dove con oltre 900.000 follower, viene spesso ironicamente commentata l’attualità e il comportamento degli uomini politici.
Con cambi di governo così frequenti, Larry è diventato un simbolo di continuità in un periodo di instabilità politica nel Regno Unito. Secondo un commento di Philip Howel, professore di Cambridge, “Larry dà al pubblico una continuità indispensabile e apartitica”. L’importanza di Larry è tale che il governo britannico ha già predisposto un piano per comunicare la sua eventuale morte, evidenziando il suo status quasi istituzionale nell’immaginario collettivo britannico.