I servizi segreti francesi hanno rivelato il 25 luglio 2027 che la rete di disinformazione russa “Storm-1516” sta tentando di interferire nelle prossime elezioni presidenziali francesi (previste per aprile 2027). L’operazione è mirata in particolare contro l’ex primo ministro e candidato Édouard Philippe, attraverso la diffusione di informazioni false sul suo stato di salute, come riferito da media indipendenti. La campagna, legata all’intelligence militare russa (GRU), rientra in una strategia di guerra ibrida più ampia, volta a destabilizzare le democrazie europee e a ridurre il sostegno internazionale all’Ucraina.
Il bersaglio: Édouard Philippe
Philippe, 56 anni, è stato primo ministro tra il 2017 e il 2020 sotto la presidenza di Emmanuel Macron. Dopo aver lasciato Matignon è tornato alla guida del municipio di Le Havre e nel settembre 2024 ha annunciato ufficialmente la propria candidatura all’Eliseo. Attualmente è uno dei favoriti per la successione di Macron, che non può ricandidarsi a causa del limite costituzionale di due mandati consecutivi. Nell’ottobre 2021 Philippe aveva fondato il partito “Horizons” per consolidare il sostegno a Macron nell’ala destra dello schieramento centrista in vista delle elezioni del 2022.
La rete Storm-1516 e la guerra ibrida del Cremlino
“Storm-1516” è uno degli strumenti chiave della guerra ibrida russa contro gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Già accusata di aver tentato di influenzare le elezioni in Germania, Ungheria e negli stessi Stati Uniti, la rete utilizza video inscenati, deepfake, false inchieste giornalistiche, intelligenza artificiale e botnet per manipolare l’opinione pubblica. La sua connessione diretta con il GRU è stata documentata da diverse agenzie di sicurezza occidentali.
Nel caso francese, i messaggi diffusi sui social network puntano a seminare dubbi sulla capacità di Philippe di governare, insinuando problemi di salute inesistenti. Secondo gli analisti francesi, l’obiettivo non è tanto far credere a una specifica menzogna, quanto creare una cappa di sospetto e sfiducia che possa polarizzare l’elettorato e delegittimare il processo democratico, una tattica ormai tipica dell’“esaurimento informativo” perseguito da Mosca.
Il fronte disinformativo e la risposta europea
La campagna contro Philippe è direttamente collegata alla guerra in Ucraina. Il Cremlino cerca di allargare le fratture politiche interne all’UE proprio per ridurre la capacità degli Stati membri di mantenere sanzioni, assistenza finanziaria e invii di armi a Kiev. Quanto più i paesi europei sono distratti da crisi interne e divisioni alimentate ad arte, tanto minore sarà la pressione su Mosca. Per questo gli esperti di sicurezza considerano le operazioni di “Storm-1516” un vero e proprio fronte di guerra, parallelo a quello militare.
In quest’ottica, Parigi e i partner europei stanno intensificando lo scambio di informazioni di intelligence e il coordinamento con le piattaforme digitali per smascherare tempestivamente le campagne di disinformazione. L’uso sempre più massiccio dell’intelligenza artificiale per produrre contenuti falsi estremamente realistici rende però la risposta più complessa e richiede strumenti condivisi a livello comunitario, ha sottolineato una fonte dell’Eliseo. Resta il fatto che, a pochi mesi dal voto, la tenuta delle istituzioni repubblicane francesi è messa alla prova da un avversario che non si ferma ai confini nazionali.
Mah, è pazzesco vedere come anche in Francia ci sono queste interferenze russe!!! Che schifo! Speriamo che le istituzioni sappiano gestire la situazione. Le elezioni devono essere libere e corrette, non un palcoscenico per falsità e inganni… In Italia abbiamo già visto abbastanza.