Divisione tra i generali Usa sulla strategia in Iran: escalation o cautela per le scorte?

31.07.2026 16:15
Divisione tra i generali Usa sulla strategia in Iran: escalation o cautela per le scorte?

Proposta di bombardamenti aerei in Iran: tensioni interne al Pentagono

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Un piano del comando unificato delle forze armate statunitensi, guidato dall’ammiraglio Brad Cooper, prevede due settimane di bombardamenti aerei in Iran. Il presidente Trump deve ancora decidere se optare per una campagna aerea più aggressiva o limitarsi a raid mirati nel tentativo di facilitare progressi diplomatici, riporta Attuale.

Secondo il Wall Street Journal, l’ammiraglio Cooper si discosta dalla posizione più cauta del capo di stato maggiore delle forze armate, Dan Caine, che ha espresso preoccupazioni per le scorte di intercettori e missili difensivi. Nonostante le apparenti divergenze, il Pentagono afferma che esiste un totale allineamento tra i vertici militari e il segretario della Guerra Pete Hegseth.

Cooper, che ha diretto azioni militari dal quartier generale di Tampa, in Florida, sostiene che una campagna di bombardamenti prolungata sia necessaria per ridurre efficacemente le capacità missilistiche dell’Iran. Tuttavia, i critici al Congresso avvertono che un’intensificazione dei bombardamenti non farebbe altro che coinvolgere ulteriormente gli Stati Uniti in una guerra di difficile conclusione senza un’adeguata presenza terrestre, in considerazione dell’uso crescente di droni da parte di Teheran.

Cooper giustifica la necessità di un’escalation, sottolineando che i raid aerei più limitati non hanno impedito all’Iran di continuare a minacciare navi commerciali nello Stretto di Hormuz e di lanciare attacchi contro le forze americane in vari paesi del Golfo, rendendo necessario un costante “consumo” di intercettori.

Il generale Caine, da parte sua, ha avvisato già ad aprile delle conseguenze collaterali di un’operazione aerea ampliata e della necessità di mantenere scorte sufficienti per proteggere basi e alleati americani in altre regioni. Entrambi i leader militari, pur operando in ambiti differenti, stanno cercando di sostenere gli interessi statunitensi su scala globale, che comprende anche le sfide rappresentate da Cina, Corea del Nord e Russia.

Cooper è convinto che gli Stati Uniti possano infliggere un colpo decisivo all’Iran, affermando che l’operazione richiederebbe un periodo di tempo adeguato. In precedenza, aveva stimato necessarie almeno sei settimane di bombardamenti. La situazione è stata complicata da un incidente avvenuto il 3 aprile, quando un caccia americano è stato abbattuto in Iran, costringendo Trump a prendere in considerazione un cessate il fuoco.

Nel frattempo, Caine e Hegseth si sono recati al Senato per richiedere ulteriori 70 miliardi di dollari per ripristinare le scorte di armi. La stima attuale del costo della guerra in Iran ammonta a 37,6 miliardi di dollari, con un incremento di circa 29 miliardi dall’inizio di maggio. Il Pentagono sta collaborando con startup della Silicon Valley per accelerare la produzione di armi, secondo fonti del Washington Post.

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