Cagliari, 1 agosto 2026 – Il tema dei tumori della pelle è tornato al centro di polemiche dopo le recenti affermazioni della nota nutrizionista e oncologa Debora Rasio. “Una maggiore esposizione solare protegge dal melanoma” e “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle”, ha dichiarato sui social la ricercatrice della Sapienza, mal interpretando – secondo vari esperti – studi risalenti, tra cui una ricerca pubblicata nel novembre 2023 su Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, contraddicendo così le attuali evidenze scientifiche, riporta Attuale.
Nonostante le smentite diffuse dai professionisti del settore (incluso l’Istituto Superiore di Sanità, che ha etichettato le affermazioni come fake news), le teorie alternative sui tumori continuano a trovare ascolto. Se a promuoverle è un artista con oltre 3 milioni di follower su Instagram e più di 2,3 milioni di ascoltatori mensili su Spotify, i rischi di disinformazione aumentano notevolmente.
Salmo e il carcinoma basocellulare
Parliamo di Salmo. Il rapper sardo noto per brani come ‘Il cielo nella stanza’ e ‘La canzone nostra’, ha condiviso su TikTok un video in cui mostra una cicatrice sul volto. Racconta di aver subito l’asportazione di un carcinoma basocellulare (noto anche come basalioma), il più comune tumore cutaneo, meno aggressivo rispetto al melanoma (che raramente dà luogo a metastasi). “Purtroppo io, come tanti, ho usato le creme solari, questo è il risultato”, afferma il rapper nel video.
Salmo fa riferimento alla teoria di Rasio, che nega un legame tra l’esposizione ai raggi solari e il cancro della pelle, sostenendo che quelli che si espongono regolarmente al sole per lavoro hanno un rischio di melanoma inferiore fino al 40-50% rispetto a chi sta per lo più in ambienti chiusi. Inoltre, dichiara che “le creme solari aumentano il rischio di tutti i tumori della pelle, specialmente del melanoma”.
“Ho messo la crema e questo è il risultato”
Salmo continua nel video: “Ultimamente ho visto dei reel di una dottoressa di cui non farò il nome, che parlava degli effetti devastanti delle creme solari. Molti dicono che il cancro alla pelle sia dovuto al cibo che mangiamo. Io che c’entro con questo? Purtroppo, come tanti, ho messo le creme solari. Questo è il risultato: carcinoma basocellulare. Mi è stato asportato e ora sta ricrescendo.” Secondo lui, la recidiva sarebbe collegata all’uso di creme solari.
ISS: tutte fake news
È utile ricordare quanto ribadito recentemente dalla massima autorità italiana in materia di salute pubblica. “Con l’arrivo dell’estate aumentano anche le fake news sulla protezione dal sole”, ha dichiarato l’Istituto Superiore di Sanità. “Non è vero che le creme solari facciano male né che siano cancerogene”. La critica principale nei confronti delle creme è che “nessuna protegge al 100% dai raggi ultravioletti: un prodotto con Spf 15 lascia passare circa il 7% degli UV, uno con Spf 30 il 3% e uno con Spf 50 il 2%. L’efficacia diminuisce se il prodotto non è applicato in quantità adeguate o non viene riapplicato come indicato”. L’ISS sottolinea che “devono essere considerate un importante presidio”. È fondamentale “verificare le fonti e affidarsi alle indicazioni scientifiche” per proteggere la salute.
Basalioma, il ruolo del sole
La Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro avverte sui rischi delle bufale – come quella diffusa da Salmo –: “I raggi UV sono il principale fattore di rischio per lo sviluppo del melanoma. Un’esposizione eccessiva al sole può danneggiare il DNA delle cellule cutanee e contribuire a processi che, anche anni dopo, possono portare allo sviluppo di tumori cutanei. Le creme solari, invece, offrono protezione dai raggi UV del sole. Come tutti i cosmetici, sono regolamentate da normative rigorose che vietano sostanze cancerogene, mutagene o tossiche e sono sottoposte a test di sicurezza riguardo la loro qualità”. Anche nel caso del basalioma che ha colpito Salmo, autorevoli pubblicazioni (come quelle della IARC – Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro dell’OMS) dimostrano che l’esposizione cronica e cumulativa ai raggi ultravioletti è causa di tumori cutanei.