Paola Concia critica il “metodo woke”: un pericolo per la sinistra
Paola Concia, storica attivista femminista e ex parlamentare del Pd, esprime forti preoccupazioni riguardo all’eredità delle lotte civili, ora minacciata da un “metodo woke” che divide la società in puri e reprobi. Da Görlitz, analizza il rischio che la sinistra, perseguendo le sue ossessioni identitarie, possa consegnare il popolo alle destre, riporta Attuale.
Concia sottolinea che Alexandria Ocasio-Cortez, icona della sinistra americana, ha deriso la deriva woke definendola “follia”. Tuttavia, la politica della Cortez è vista da Concia come una mossa strategica: “È stata una mossa da furbacchiona, da vera politicante, per distanziarsi da un disagio crescente nel Partito Democratico americano a causa dei disastri causati da loro stessi”. Nonostante questo, afferma di mantenere una distanza politica abissale da lei.
L’attivista, che ha dedicato la vita alla lotta per i diritti delle donne e delle minoranze, avverte sui rischi del wokismo: “Sostituire l’universalismo dei diritti con le politiche identitarie comporta la creazione di categorie chiuse, causando divisioni e conflitti perpetui tra identità diverse. Questo sta minando la coesione sociale, offrendo ai giovani un futuro incerto”.
Secondo Concia, la deriva woke è iniziata nell’aprile 2021, durante il dibattito sul ddl Zan. “Quando dissi che la legge era troppo divisiva, subii una gogna mediatica dal movimento Lgbt. Da quel momento ho compreso la gravità della situazione”, racconta.
Attualmente residente in Germania, dove il partito AfD guadagna consensi, Concia suggerisce che l’estremismo woke potrebbe servire a nascondere i fallimenti economici della sinistra. “Anche se l’economia è importante, l’estremismo woke ha fornito materiale alle destre sovraniste, facendo allontanare la sinistra dalle persone comuni e trasformandola in un’insensata paladina di questioni per élite”, sostiene.
Mentre Giuseppe Conte si distacca dal wokismo in preparazione delle primarie, il Pd di Elly Schlein abbraccia il femminismo intersezionale. Concia afferma: “Negare che anche in Italia ci siano questi fenomeni è una bugia. Situazioni come quelle accademiche e la cancel culture lo dimostrano. In questo contesto, il Pd è influenzato da tale estremismo, dove i critici vengono trattati come fascisti.”
Riguardo alla retorica anti-woke, l’attivista avverte: “I veri nemici dei diritti sono l’estremismo woke e quello anti-woke. Tuttavia, l’estremismo ha aperto un’autostrada alle destre, distraendo dal vero lavoro da fare sui diritti. Certe esagerazioni non combattono l’omofobia o la transfobia, anzi, contribuiscono ad alimentarle. A Elly Schlein dico: i diritti civili e sociali devono andare di pari passo, ma noi lo stavamo già facendo prima di questa deriva.”
Infine, Concia mette in discussione il clima di intolleranza nel movimento pro Palestina, osservando che “le stesse persone che promuovono il metodo woke si comportano allo stesso modo nei confronti di chiunque non condivida le loro idee, applicando lo stesso rigore all’interpretazione della questione mediorientale”.