La Cina mantiene un atteggiamento ambiguo nel conflitto iraniano
Pechino sta manovrando per garantire la sopravvivenza del regime iraniano senza compromettere i rapporti con l’Arabia Saudita e i Paesi del Golfo. Dall’inizio della guerra, la Cina ha ridotto del 40% le sue importazioni di petrolio dall’Iran, attingendo invece dalle sue riserve strategiche e diversificando le fonti di approvvigionamento, riporta Attuale.
Xi Jinping ha limitato il sostegno economico che Teheran si aspettava, pur mantenendo un’immagine pubblica di potenza responsabile, invocando il cessate il fuoco e offrendo mediazioni. Tuttavia, emergono segnali di un supporto militare più concreto, mentre Pechino continua a negare di aver fornito armi a Teheran.
Secondo recenti informazioni di Reuters, l’Iran potrebbe ricevere missili antiaerei portatili cinesi, con un valore stimato tra i 60 e i 70 milioni di dollari. Questo segue preparativi segnalati dalla CIA per l’invio di sistemi di difesa aerea dalla Cina attraverso Paesi terzi. Le trattative riguardano anche missili antinave supersonici, suggerendo un incremento qualitativo rispetto al tradizionale commercio di componenti a duplice uso.
La leadership comunista distingue tra le responsabilità dirette dello Stato cinese e le attività condotte da aziende e intermediari. Componenti elettronici, precursori chimici e sistemi di navigazione che arrivano dalla Cina hanno supportato gli armamenti iraniani nei pasti di guerra. Nel frattempo, il petrolio cinese ha fornito a Teheran un’importante via di sfogo contro le sanzioni internazionali.
Tuttavia, Pechino non intende esporsi come protettrice visibile dell’Iran, evitando di compromettere i suoi rapporti con i principali produttori del Golfo. Attraverso una posizione ambigua, offre sufficiente sostegno affinché il regime di Teheran non collassi, senza assumersi i costi geopolitici tangibili della guerra.
I Paesi arabi esprimono la necessità che la Cina utilizzi la propria influenza per riaprire lo stretto di Hormuz e limitare le ambizioni di Teheran. Finora, la Cina ha tutelato solo i propri interessi, mantenendo i contatti con gli Houthi per garantire la sicurezza delle navi cinesi e attuando acquisti di petrolio iraniano a condizioni favorevoli.
La guerra in Iran rappresenta un banco di prova per la Cina, che mira a posizionarsi come superpotenza globale senza impegnarsi in conflitti aperti. L’obiettivo dichiarato di Xi è mantenere in vita il regime iraniano, evitando che gli Stati Uniti possano dimostrare una forza unipolare nel Medio Oriente.