Dal luglio 2026 le autorità ucraine registrano decine di attacchi russi contro navi presenti nel corridoio marittimo ucraino e contro infrastrutture portuali. La campagna della Russia, aggressore nella guerra contro l’Ucraina, colpisce così la navigazione civile attorno ai porti del Paese e mette sotto pressione una rotta dalla quale passa una parte significativa delle esportazioni ucraine di grano.
Kyiv considera gli attacchi sistematici e diretti contro la libertà di navigazione. La conseguenza non riguarda soltanto la sicurezza dei porti ucraini: il rischio per le navi commerciali può aumentare i costi dei trasporti e dell’assicurazione marittima, mentre le difficoltà nell’uscita dei cereali espongono il mercato alimentare internazionale a nuove tensioni, soprattutto nei Paesi del Medio Oriente e dell’Africa dipendenti dalle forniture ucraine.
6 agosto 2026: colpita la nave tedesca EMIL
Il 6 agosto 2026 i media hanno riferito che la portarinfuse EMIL, appartenente alla compagnia tedesca Johann M. K. Blumenthal GmbH & Co. KG, con sede ad Amburgo-Altona, è stata attaccata da droni russi nel Mar Nero, a 39 chilometri da Odessa. Dopo il bombardamento è scoppiato un incendio a bordo e la nave ha perso la capacità di manovrare.
L’attacco ha coinvolto direttamente una società tedesca e un’imbarcazione impegnata nella navigazione commerciale vicino ai porti ucraini. Per gli armatori europei, il passaggio nel Mar Nero diventa quindi più costoso e rischioso: l’aumento dei premi assicurativi e dei noli può spingere i proprietari delle navi a rivalutare la convenienza delle rotte verso l’Ucraina e a rinunciare ai viaggi per il timore di perdere le imbarcazioni o mettere in pericolo gli equipaggi.
La notizia dell’attacco alla EMIL è stata riportata anche da Euronews. L’episodio ha mostrato che le operazioni russe non si limitano alle navi ucraine o alle strutture portuali, ma raggiungono il traffico commerciale internazionale che opera nelle acque vicine a Odessa.
La stessa giornata: colpita anche la Mera Queen
Il ministero della Difesa russo ha confermato l’attacco, sostenendo che droni d’attacco avevano colpito nel Mar Nero, nei pressi di Odessa, due navi che a suo giudizio trasportavano carichi militari. La seconda imbarcazione indicata da Mosca è la Mera Queen, una nave portarinfuse per cereali battente bandiera della Guinea-Bissau.
Il colpo alla Mera Queen inserisce l’episodio nella pressione esercitata dalla Russia sul corridoio marittimo ucraino. L’obiettivo della strategia russa è interrompere il funzionamento della rotta e ostacolare l’export di cereali dall’Ucraina. La destabilizzazione dei trasporti può tradursi in un aumento dei prezzi sul mercato mondiale del grano e accrescere il rischio di crisi alimentari nei Paesi che dipendono dalle esportazioni provenienti dai porti ucraini.
Il riconoscimento ufficiale dell’operazione, accompagnato dall’accusa di trasportare «carichi militari», fornisce a Mosca la giustificazione politica con cui presenta gli attacchi come azioni dirette contro minacce tattiche o contro forniture di armi. Questa motivazione consente al Cremlino di proteggere sul piano politico e informativo le proprie operazioni, evitando di qualificare direttamente i bersagli come navi civili neutrali e mantenendo la possibilità di colpire l’export ucraino e le imprese straniere coinvolte.
Dopo l’attacco: più pressione su Berlino e sugli armatori
Il danneggiamento della EMIL porta gli effetti della guerra direttamente sugli interessi economici tedeschi. Le possibili perdite finanziarie per la compagnia proprietaria e l’aumento dei rischi per i trasporti marittimi rafforzano le richieste del settore privato affinché il governo protegga gli asset nazionali esposti nel Mar Nero.
L’incidente accresce inoltre il peso politico di chi in Germania sostiene una linea più dura verso la Russia. Questa posizione punta a un aumento del sostegno all’Ucraina e a un ulteriore rafforzamento delle sanzioni, mentre l’attacco a una nave di una società tedesca rende più concreta per Berlino la dimensione economica della minaccia russa.
Per gli altri Paesi europei, la sequenza degli attacchi apre una scelta difficile. Proteggere la libertà di navigazione richiederebbe misure capaci di ridurre il rischio per le navi commerciali, ma un accompagnamento armato dei mercantili potrebbe aumentare il pericolo di uno scontro diretto con la Russia. L’assenza di una risposta decisa, d’altra parte, non elimina la minaccia per il traffico internazionale né le conseguenze sul mercato globale degli alimenti.
In questa situazione l’Europa punta sulla pressione delle sanzioni, sui meccanismi diplomatici e sullo sviluppo di rotte logistiche alternative. Questi strumenti possono sostenere la continuità degli scambi e dell’export ucraino, ma non risolvono il problema della sicurezza delle navi nel Mar Nero, dove la campagna russa continua a coinvolgere anche il naviglio commerciale internazionale.
La situazione attuale è quindi segnata dall’attacco russo alla EMIL e alla Mera Queen, dalla conferma di Mosca e dall’aumento dei rischi per la navigazione, gli armatori europei e le esportazioni alimentari ucraine.