Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un patto di difesa alla Mecca

07.08.2026 18:55
Arabia Saudita, Pakistan e Turchia firmano un patto di difesa alla Mecca

Insieme alle opzioni militari si pensa a vie alternative allo Stretto di Hormuz per i commerci. Gli Emirati restano fuori.

La difesa

La crisi nel Golfo continua a evolversi, con sviluppi rapidi e trasformativi. Oggi, Arabia Saudita, Pakistan e Turchia hanno siglato un accordo di difesa alla Mecca, rappresentando un momento significativo in un contesto di crescenti tensioni. Questa alleanza, benché già prevista, si presenta come una risposta a sfide contemporanee, tra cui la crescente pressione della campagna israeliano-americana contro l’Iran, riporta Attuale.

I tre stati collaboreranno per sviluppare un sistema di difesa capace di affrontare la nuova realtà regionale. Le forze coinvolte costituiscono un dispositivo significativo per contenere l’influenza iraniana, che ha dimostrato di saper colpire duramente, come evidenziato dai nuovi attacchi missilistici e droni sui territori sauditi.

Inoltre, Riad potrebbe beneficiare della protezione nucleare del Pakistan, in virtù di un’intesa preesistente e al di là delle incertezze sollevate dalla politica americana sul nucleare. Islamabad, a differenza di Washington, non richiede compromessi politici in cambio della propria collaborazione, rafforzando così il legame tra i due paesi.

La partecipazione della Turchia è altrettanto significativa, nonostante gli storici legami con la Fratellanza musulmana, che preoccupano gli emiri. Ankara è in grado di apportare forza militare e ha ambizioni strategiche nell’area, giocando un ruolo attivo in diversi conflitti, specialmente in Siria. Questa alleanza, sebbene derivi da un passato di tensioni, segna un nuovo capitolo nei rapporti tra Turchia e Arabia Saudita.

I timori

Il controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz e le minacce degli Houthi nel Mar Rosso rappresentano una doppia sfida per l’intera regione. I recenti attacchi provocati dal gruppo yemenita aumentano le preoccupazioni di Riyad, Ankara e Islamabad riguardo la sicurezza delle rotte marittime e potenziali ricatti economici. Per far fronte a questa sfida, i sauditi hanno proposto una nuova alleanza per garantire la libertà di navigazione attraverso Bab el Mandeb.

Ad agevolare queste dinamiche ci sono tensioni precarie tra i paesi coinvolti. I pachistani, in particolare, hanno storicamente avviato conflitti con l’Iran, complicando ulteriormente le relazioni regionali. Anche la Turchia, pur mantenendo canali di comunicazione con Teheran, la considera un concorrente e cerca di bilanciare la propria posizione tra ambizioni regionali e necessità d’interazione.

Alternative

Accanto alle manovre militari, si stanno esplorando opzioni commerciali alternative. Il progetto di riattivazione della ferrovia dell’Hejaz, l’aumento dell’esportazione di petrolio saudita tramite il porto di Yanbu e le potenziali nuove rotte verso il Mediterraneo rappresentano tentativi di mitigare l’influenza iraniana e garantire la sicurezza economica degli alleati. Le strategie in atto dimostrano un Iran sotto pressione interna e in cerca di sostegno esterno in un contesto di crescente minaccia.

Infine, il ministro degli Esteri pachistano ha chiarito su X che un’aggressione contro uno dei membri dell’alleanza sarà considerata un attacco contro tutti, evidenziando la determinazione unanime di difendere i rispettivi interessi nella regione.

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