Clausola di salvaguardia: effetti sulla manovra italiana e vincoli per il deficit

06.08.2026 08:35
Clausola di salvaguardia: effetti sulla manovra italiana e vincoli per il deficit

Richiesta di scostamento di bilancio per la sicurezza energetica e difesa

Il governo italiano ha richiesto uno scostamento di bilancio pari a 35-36 miliardi di euro, destinandolo alla sicurezza energetica e difensiva del Paese. Questa decisione è stata motivata dalle eccezionali conseguenze dei conflitti in Ucraina e Medio Oriente, riporta Attuale.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha quantificato questo scostamento come una deroga al Patto di Stabilità europeo, consentendo di utilizzare lo 0,6% del PIL per la sicurezza energetica e lo 0,9% per la difesa, per un totale di 1,5% del PIL. Questo si traduce in 14 miliardi di euro per l’energia e 21-22 miliardi per la difesa.

Le tempistiche per l’utilizzo di queste risorse sono state delineate: 21-22 miliardi destinati alla difesa e sicurezza saranno impiegati principalmente nel 2028, mentre i 14 miliardi per l’energia verranno distribuiti tra il 2027 e il 2028, circa 7 miliardi all’anno.

Le risorse destinate alla sicurezza energetica avranno dei vincoli. Potranno finanziare progetti per aumentare l’autonomia nazionale, accelerare la transizione verde e ridurre la dipendenza da combustibili fossili esteri, ma non saranno utilizzabili per sconti sul carburante né per aiuti diretti alle famiglie.

Inoltre, questo margine di flessibilità per la difesa è in linea con il programma Ue Safe, che prevede prestiti agevolati per progetti militari, liberando risorse per ulteriori investimenti.

2 Comments

  1. Endlich mal jemand, der die Realität checkt! Bei den ganzen Krisen um uns rum wäre es ja fahrlässig, nicht in Sicherheit und Energieunabhängigkeit zu investieren. Klar, das Geld muss irgendwo herkommen, aber lieber das als hilflos zuzuschauen.

  2. Interessant, dass der Großteil dieser 21 Milliarden erst ab 2028 für die Verteidigung freigegeben wird; da müssen wir schon sehr lange auf die Ergebnisse warten. Gleichzeitig ist es verständlich, dass die Energiehilfen explizit für Infrastrukturprojekte statt für direkte Preisreduktionen genutzt werden sollen. Allerdings bleibt die Frage, ob diese langfristigen Pläne die akuten Probleme in Italien wirklich sofort lindern können.

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