Incremento dell’aliquota fiscale in Italia: più contribuenti colpiti
Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha annunciato un piano per estendere l’aliquota del 33% ai redditi fino a 60 mila euro. Questo aggiornamento, parte di una serie di riforme fiscali intraprese durante l’attuale legislatura, mira a sostituire l’aliquota precedente del 35% applicabile ai redditi compresi tra 28 e 50 mila euro, riporta Attuale.
Secondo il rapporto sulle spese pubbliche e le entrate di Itinerari previdenziali, presentato al Cnel in occasione dell’80° anniversario di Cida, nel 2025 in Italia sono stati presentati 42,8 milioni di dichiarazioni dei redditi, di cui solo 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Si segnala che il 46% degli italiani non percepisce redditi imponibili.
Il totale dei redditi dichiarati nel 2024 è stato di 1.076 miliardi di euro, con un gettito Irpef netto di 216,24 miliardi. Circa il 18,78% dei contribuenti, che dichiara oltre 35 mila euro lordi, paga il 65% dell’Irpef totale. Il presidente di Cida, Stefano Cuzzilla, ha sottolineato: «Meno del 19% dei contribuenti sostiene quasi due terzi dell’Irpef, mentre la spesa assistenziale è raddoppiata in 16 anni senza ridurre la povertà.»
I dati evidenziano anche che per i dipendenti dell’Inps i maggiori redditi sono dichiarati dagli sportivi professionisti, seguiti dai professionisti sanitari e dai giornalisti. Tra i liberi professionisti, notai e attuari registrano i redditi più alti.
Gli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale (Isa) rivelano che molte categorie di lavoratori autonomi dichiarano ricavi superiori a 30.000 euro, ma metà di loro ha un indice di affidabilità inferiore a 8, indicando possibili sotto-dichiarazioni. L’iniziativa di Leo mira a incentivare una dichiarazione fiscale più trasparente e ad equilibrare la pressione fiscale tra le various categorie di reddito.