Arrestato 16enne di Como per terrorismo e propaganda jihadista

08.08.2026 05:45
Arrestato 16enne di Como per terrorismo e propaganda jihadista

Arresto di un sedicenne a Como per attività di propaganda jihadista e neonazista

Un sedicenne di Como è stato arrestato per sospetto coinvolgimento in attività di terrorismo internazionale. Accusato di voler unirsi all’Isis e di diffondere contenuti antisemitici e neonazisti, il giovane ha mostrato propensioni inquietanti, dichiarando in un dialogo: “Se avessi due anni in più, farei parte di loro”, riporta Attuale.

Le indagini condotte dalla Digos di Milano, Sezione Antiterrorismo, sono emerse dopo una segnalazione dell’Aisi, l’agenzia di intelligence interna, riguardante messaggi di matrice jihadista. Il giovane, di origine straniera e residente a Como, è stato arrestato dopo che gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 30 luglio dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni, Laura Margherita Pietrasanta. L’operazione si è svolta mentre il minorenne si trovava in vacanza con la famiglia in provincia di Grosseto.

Le indagini hanno rivelato l’uso di profili falsi su piattaforme che mascherano l’origine delle connessioni. Tra i contenuti trovati figurano messaggi che incitano alla violenza, un’illustrazione della bandiera dello Stato Islamico affiancata da armi e una conversatione in cui il ragazzo diceva che “se volessero catturare estremisti, saremmo già in prigione”. Inoltre, aveva affermato di avere già iniziato a produrre contenuti per la propaganda jihadista dall’età di 12 anni.

Il ragazzo è descritto come “schivo e poco incline al dialogo con i coetanei”. I messaggi intercettati rivelano frasi allarmanti, tra cui l’incitamento a compiere atti violenti. In un messaggio affermava: “Se fai saltare in aria i loro genitori, aspettati che più persone radicali ti accolgano”. Ulteriori conversazioni indicano una volontà concreta di unirsi ai combattenti dell’Isis, supportando l’idea che si stava preparando a farlo.

Nell’ordinanza, la magistratura sottolinea la “estrema gravità” delle azioni del sedicenne, che ha cercato di inserire stabilmente nei gruppi di condivisione di materiale estremista, discutendo le ideologie e condividendo contenuti di natura violenta. La situazione evidenzia un crescente allarme sociale riguardo la radicalizzazione giovanile e il potenziale di reclutamento tra i minorenni.

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