Il legame tra Meloni e Frederiksen potrebbe rappresentare una nuova era per la politica migratoria europea
Una lettera congiunta firmata da Giorgia Meloni e dalla premier danese, Mette Frederiksen, segna un ulteriore capitolo in un’alleanza di lungo corso tra Italia e Danimarca, centrata su temi cruciali come migranti e difesa dei valori europei, riporta Attuale.
L’intesa tra Meloni e Frederiksen sui temi migratori
Il legame tra Meloni e Frederiksen affonda le radici nei primi Consigli europei ai quali Meloni partecipò, pochi mesi dopo l’insediamento a Palazzo Chigi. Durante questi incontri, la premier italiana espresse una posizione netta sul dossier migratorio, chiedendo corresponsabilità europea nella gestione dei flussi e soluzioni strutturali per alleviare la pressione sulle frontiere esterne. Entra in gioco Frederiksen, già attivamente impegnata in politiche restrittive, puntando su rimpatri e cooperazione con i Paesi terzi. Il primo incontro formale tra le due leader avvenne nell’aprile 2023 a Roma.
La lettera dei 15 e le «soluzioni innovative»
Un passo fondamentale si è avuto nel maggio 2024 con la firma della lettera dei 15, un documento che chiedeva alla Commissione europea di esplorare «soluzioni innovative» per gestire la migrazione irregolare attraverso una cooperazione più stretta con i Paesi terzi. Questo impegno è stato ulteriormente consolidato dall’adesione di altri Stati membri e dalla firma del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
L’allargamento dell’asse: dalle «soluzioni innovative» alla CEDU
Il dialogo tra gli Stati è proseguito e, nell’ottobre 2024, Meloni, Frederiksen e il primo ministro olandese Dick Schoof hanno avviato a Bruxelles una riunione informale per discutere le citate soluzioni innovative. Durante l’incontro, Meloni ha presentato l’intesa tra Italia e Albania, e la discussione ha ruotato attorno al concetto di Paese terzo sicuro e alla cooperazione con UNHCR e OIM.
Nel maggio 2025, Meloni e Frederiksen hanno presentato un ulteriore documento al Consiglio d’Europa, firmato da nove Paesi, tese a riconsiderare l’interpretazione della Corte europea dei diritti dell’uomo rispetto alle normative di migrazione e sicurezza.
La lettera dei 22: un nuovo fronte europeo
A inizio agosto 2026, in risposta alla crisi migratoria di Ceuta, Italia e Danimarca hanno promosso una lettera firmata da 22 governi europei, chiedendo una riunione straordinaria dei ministri dell’Interno per incrementare le capacità di protezione delle frontiere esterne. Il documento ha messo in luce le preoccupazioni per i «massicci attraversamenti incontrollati» e l’uso della migrazione come strumento di pressione geopolitica.
Sulla Groenlandia, i limiti della convergenza
Il clima politico tra Roma e Copenaghen ha vissuto momenti di tensione, come nel gennaio 2026, quando Trump ha riaffermato le sue rivendicazioni sulla Groenlandia. Meloni ha dovuto mediare tra il supporto a un alleato europeo e le relazioni strategiche con Washington, sottoscrivendo una dichiarazione che ribadiva il diritto della Groenlandia a decidere del proprio futuro.
Il nuovo fronte comune: la difesa della cultura europea
Oggi, l’intesa tra Meloni e Frederiksen si sta ampliando per abbracciare la difesa della cultura europea, con richieste di rispetto non solo delle leggi nazionali, ma anche dei principi che fanno parte dell’Europa, aggiungendo una dimensione più ampia al tema dell’immigrazione, revisitando il concetto di integrazione e assimilazione.