Un ventenne truffa 100 aspiranti modelle francesi per 125mila euro a Parigi

14.08.2026 22:25
Un ventenne truffa 100 aspiranti modelle francesi per 125mila euro a Parigi

Truffa a Parigi: giovani aspiranti modelle derubate da una banda di falsi agenti

DALLA NOSTRA INVIATA
PARIGI – Una sinistra truffa ha colpito giovani donne della provincia francese, ignare di aver messo a rischio i loro risparmi. Oltre cento vittime di quattro individui, che a breve saranno processati a Parigi, hanno denunciato le loro esperienze in un’inchiesta che, secondo quanto riportato da Le Monde, potrebbe espandersi ulteriormente, riporta Attuale.

Il modus operandi della banda, specializzata nel reclutare aspiranti modelle tramite Instagram tra il 2018 e il 2020, è stato astuto. Tra le vittime c’è Lorelei, pseudonimo di una giovane donna sognante, che postava sui social il desiderio di entrare nel mondo della moda. La banda puntava a giovani belle ragazze, partecipanti a concorsi di bellezza e con aspirazioni da influencer.

Il truffatore, noto come “Stan”, prometteva servizi fotografici eccezionali a Parigi, facilitati da un lussuoso biglietto di prima classe sul TGV, come nel caso di Lorelei, proveniente dalla Loira. A convincerla vi era un bonifico di 2.400 euro, presunto anticipo per le spese. Dalla stazione, una delle vittime, Mélanie, racconta come “sembrava di vivere un sogno”. “Stan”, che si identificava come Benjamin N., ventenne, accompagnava le ragazze a fare shopping sugli Champs-Élysées, mentre si impossessava dei loro beni usando varie scuse prima che le ragazze si rendessero conto che il denaro ricevuto proveniva da un assegno rubato.

La storia di Mélanie è particolarmente drammatica poiché quella somma era tutto ciò che aveva risparmiato con anni di lavoro: “Ho lavorato tantissimo da quando avevo 16 anni, ho fatto la cameriera, la commessa e le pulizie nel fine settimana: ora non ho più nulla, e ho bisogno di assistenza psichica”. Le avvocate di cinque vittime, Elise Martel e Barbara Eymere, spiegano a Le Monde che la banda faceva leva sull’ingenuità delle giovani e su meccanismi di manipolazione mentale.

La determinazione di Lorelei ha portato all’inchiesta: si è accorta della truffa mentre era in auto con “Stan”, ha tentato di contattare la polizia, ma lui le ha strappato il telefono. La sua reazione ha segnato la fine delle attività della banda, ora accusata di associazione a delinquere, truffa, ricettazione e furto d’identità, con un bottino stimato di almeno 125.000 euro.

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