Lavitola convocato di nuovo, gip evidenzia rischio di fuga per Tavares

14.08.2026 22:25
Lavitola convocato di nuovo, gip evidenzia rischio di fuga per Tavares

Roma, 14 agosto 2026 – La difesa di Valter Lavitola sta preparando un nuovo interrogatorio emostrerà una richiesta di ricorso al Tribunale del Riesame riguardante le esigenze cautelari e l’aggravante del metodo mafioso addebitata all’imprenditore. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa AdnKronos, l’udienza potrebbe essere fissata tra fine agosto e inizio settembre, riporta Attuale.

La decisione del gip

Il giudice per le indagini preliminari Iole Moricca ha dichiarato di non aver creduto alla confessione di Lavitola, il quale ha affermato di aver organizzato l’attentato senza richiedere l’uso di esplosivo, ma desiderando soltanto che venissero sparati colpi contro la residenza del giornalista. Lavitola ha sostenuto di aver intrapreso questa azione con l’intento di aumentare la scorta di Sigfrido Ranucci, ritenendo che la sua vita fosse in pericolo. Tuttavia, il giudice ha considerato le sue affermazioni in gran parte inverosimili e contraddittorie alle risultanze delle indagini, enfatizzando che Lavitola ha tentato di minimizzare il proprio ruolo nell’organizzazione dell’azione criminosa.

Il ruolo di Tavares

Secondo il giudice, le parole di Lavitola “appaiono contraddette” da evidenze investigative, escludendo che Clesio Tavares possa aver preso iniziative autonome riguardo alle modalità di esecuzione dell’azione delittuosa, o che abbia dato il suo consenso a simili iniziative. Il cittadino camerunense non si è presentato in Italia all’inizio di agosto come previsto e ora risulta latitante. Il giudice ha espresso preoccupazione per il rischio di fuga, osservando che Lavitola possiede una rete di contatti in Italia e all’estero che potrebbe facilitarne la fuga. Per questo motivo, la Procura richiederà la sua estradizione nei prossimi giorni. Tavares ha dichiarato durante un’intervista al Tg1 di essere pronto a tornare “prestissimo”, nonostante l’ordinanza di custodia cautelare a suo carico.

L’avvocato di Lavitola

Il legale di Lavitola, Sergio Cola, ha dichiarato che il “no comment” del suo assistito in merito a Ranucci e all’attentato “corrisponde alla verità” e ha descritto il silenzio di Lavitola come un gesto leale verso la Procura. Ha aggiunto che Lavitola ha accennato alla possibilità che Ranucci, solo in seguito all’attacco, possa aver pensato che si trattasse di un progetto dello stesso Lavitola, suo amico. Cola ha escluso che Lavitola abbia mai confessato a Ranucci di essere l’autore dell’attacco esplosivo.

L’indagine

Le autorità condurranno ulteriori analisi sul pc e il cellulare di Valter Lavitola nei prossimi settimane, in preparazione all’interrogatorio di Sigfrido Ranucci come persona informata sui fatti, previsto per settembre. Altri coinvolti nella vicenda, come Antonio Passariello, Pellegrino D’Avino, Saverio Mutone (in carcere) e Marika De Filippis (ai domiciliari), hanno richiesto di essere interrogati nuovamente dai pm, probabilmente per confessare il loro ruolo nell’attentato e difendersi dalle affermazioni di Lavitola. Gli investigatori, dopo aver raccolto le varie versioni, torneranno a sentire Ranucci. Recentemente, il tribunale del Riesame di Roma ha respinto le richieste delle difese dei quattro membri della banda (un quinto è indagato a piede libero) che chiedevano l’annullamento delle misure e la rimozione dell’aggravante del metodo mafioso. Questa è la medesima richiesta che l’avvocato di Lavitola prevede di presentare a breve.

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