Crans-Montana, il Comune e la proprietaria sapevano del rischio d’incendio del Constellation

07.09.2026 14:45
Crans-Montana, il Comune e la proprietaria sapevano del rischio d'incendio del Constellation

Milano – Il Comune di Crans-Montana era a conoscenza del rischio che la schiuma fonoassorbente del Constellation potesse prendere fuoco, come rivela un’email inviata da Rose-Marie Clavien, ex consigliera comunale con delega all’edilizia tra il 2017 e il 2024 e attualmente sotto indagine. Questo allerta emerge nel contesto dell’incendio che ha avuto luogo il primo gennaio, devastando il noto discobar e causando una strage, riporta Attuale.

Il soffitto infiammabile

La pericolosità della spugna, con cui era ricoperto il soffitto del locale, era nota anche alla proprietaria Jessica Moretti. In un messaggio del dicembre 2019, aveva infatti esortato i dipendenti a prestare attenzione all’utilizzo delle candele pirotecniche, evidenziando i rischi di incendio. L’eventualità segnalata si è purtroppo verificata sei anni dopo, provocando una tragedia inimmaginabile.

Il papà di Chiara, morta a 16 anni

“Da papà di Chiara, leggere una notizia del genere mi lascia senza parole. Se davvero il Comune era stato informato del rischio che quella schiuma fonoassorbente potesse incendiarsi, credo sia fondamentale fare piena luce su quanto accaduto e, soprattutto, capire perché quel pericolo non sia stato affrontato e scongiurato”, ha dichiarato all’Ansa Andrea Costanzo, padre della sedicenne milanese vittima dell’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. “Chiara e le altre vittime – ha aggiunto – non possono tornare indietro, ma noi familiari abbiamo bisogno di sapere la verità. Se qualcuno sapeva che esisteva un rischio, vogliamo capire cosa è stato fatto, cosa non è stato fatto e perché“, ha continuato Costanzo.

Il padre di Valentino, uno dei sopravvissuti

In linea con il dolore di altri familiari, Valentino Giola, padre di Giuseppe, uno dei sopravvissuti all’incendio, ha espresso il proprio sconcerto. “Questa è l’ennesima notizia che mi lascia perplesso e conferma l’ipotesi della Procura: era evidente fin dall’inizio che ci fosse stata negligenza. La notizia non fa altro che confermarlo”, ha affermato parlando con l’Ansa, aggiungendo che ci sono prove che attestano rischi fondati. “Il sindaco aveva già affermato che non erano stati effettuati controlli negli ultimi cinque anni”, ha sottolineato.

“Non mi colpiscono più di tanto queste notizie. Per avere un equilibrio mentale, cerco di astrarmi dal contenuto giornaliero delle indagini, altrimenti diventa uno stillicidio. Seguo gli sviluppi con attenzione, mantenendo comunque un certo distacco. Sono fortunato, dato che ho ancora mio figlio”, ha concluso Giola.

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