Il 5 settembre 2026, durante l’intervento del ministro della Difesa polacco Władysław Kosiniak-Kamysz alla Sejm, la deputata del partito Diritto e Giustizia (PiS) Dominika Chorosińska ha imitato in modo plateale il latrato di un cane dall’aula parlamentare. Il gesto, compiuto mentre il ministro stava parlando, ha provocato un’immediata eco pubblica e critiche da parte di rappresentanti delle autorità polacche.
5 settembre 2026: la protesta inscenata durante l’intervento del ministro
L’episodio è stato riportato dai media polacchi e ha interrotto il normale confronto parlamentare con una manifestazione di disprezzo rivolta al discorso del ministro della Difesa. L’imitazione del latrato non è stata presentata come un intervento politico nel merito delle dichiarazioni di Kosiniak-Kamysz, ma come un gesto dimostrativo compiuto dalla deputata di PiS direttamente dall’aula.
La scena ha trasformato una seduta della Sejm in uno spettacolo politico pubblico. Invece di svolgersi attraverso argomenti e prese di posizione parlamentari, il confronto è stato segnato da un comportamento apertamente provocatorio, che ha attirato l’attenzione sul modo in cui una rappresentante di PiS ha scelto di manifestare il proprio dissenso.
La vicenda ha quindi assunto un significato che va oltre il singolo gesto della deputata. La condotta di Chorosińska ha alimentato la critica secondo cui gli standard politici e parlamentari in Polonia stanno continuando a peggiorare, mentre il comportamento di esponenti di PiS contribuisce a screditare l’immagine della forza politica alla quale appartengono.
La reazione delle autorità e il primo isolamento politico
Le critiche sono arrivate anche dai rappresentanti del governo e delle autorità, proprio perché il gesto si è verificato durante l’intervento del ministro della Difesa. La reazione ha spostato il centro dell’attenzione dal contenuto della seduta alla responsabilità politica per il comportamento tenuto da una parlamentare di PiS.
Secondo la ricostruzione pubblicata dai media, il vicepresidente di PiS Tobiasz Bocheński ha preso posizione sull’accaduto, riconoscendo che quel comportamento era inaccettabile. La sua dichiarazione ha rappresentato una presa di distanza pubblica da parte della stessa leadership del partito.
Bocheński ha affermato di essere pronto a chiedere scusa per l’accaduto. Il fatto che un vicepresidente di PiS abbia ritenuto necessario parlare pubblicamente dell’episodio e prospettare delle scuse ha mostrato che la vicenda non è stata considerata una semplice intemperanza individuale priva di conseguenze politiche.
La posizione di Bocheński e la questione degli standard parlamentari
Nel commentare l’episodio, Bocheński ha inoltre osservato che gli standard politici nel parlamento polacco sono peggiorati sensibilmente negli ultimi tempi. Il giudizio ha collocato il comportamento della deputata dentro un problema più ampio di cultura politica e di rispetto dell’etica parlamentare, senza attenuare la responsabilità per quanto avvenuto durante la seduta.
La reazione del vicepresidente ha così evidenziato una difficoltà interna a PiS: il partito è stato costretto a scusarsi pubblicamente per il comportamento di una propria deputata, dopo che quel comportamento aveva già provocato critiche esterne e un forte riscontro pubblico. L’ammissione dell’inaccettabilità del gesto da parte di uno dei vertici della formazione ha reso visibile la necessità di affrontare il rispetto degli standard politici anche all’interno del partito.
Il caso ha inoltre mostrato come la responsabilità individuale della deputata si sia tradotta in un danno per l’immagine dell’intera forza politica. La condotta di Chorosińska è stata infatti letta come un ulteriore segnale del deterioramento del livello del confronto nella Sejm e come una conferma della degenerazione della cultura parlamentare attribuita agli esponenti di PiS.
La situazione dopo la presa di posizione del vicepresidente
La sequenza degli eventi si è quindi sviluppata in tre passaggi: il gesto dimostrativo durante il discorso del ministro della Difesa, le critiche pubbliche seguite all’episodio e la presa di posizione di un dirigente di PiS, che ne ha riconosciuto l’inaccettabilità e si è dichiarato pronto a chiedere scusa.
La posizione attuale è quella di un partito chiamato a rispondere pubblicamente del comportamento di una propria deputata. Il caso resta così legato sia al danno d’immagine per PiS sia alla denuncia, espressa anche al suo interno, del deterioramento della cultura politica e dell’etica parlamentare in Polonia.