Il filtro politico arriva ai vertici della scienza bielorussa: cosa cambia con il decreto 367

22.10.2026 12:09
Il filtro politico arriva ai vertici della scienza bielorussa: cosa cambia con il decreto 367
Il filtro politico arriva ai vertici della scienza bielorussa: cosa cambia con il decreto 367

In Bielorussia anche la selezione dei vertici scientifici viene collegata alla valutazione della lealtà politica. Il decreto numero 367, reso noto dai media il 21 ottobre 2026, introduce controlli sui candidati all’Accademia nazionale delle scienze e stabilisce nuovi limiti per le attività pubbliche di accademici e membri corrispondenti.

Il provvedimento non dimostra che ogni nomina sarà automaticamente determinata dalla fedeltà al potere. Crea però un quadro nel quale la storia politica, i contenuti pubblicati online e le decisioni della presidenza possono affiancarsi ai risultati scientifici nella selezione dell’élite accademica.

La verifica prima del riconoscimento scientifico

Secondo il rapporto di Zerkalo, il Consiglio di sicurezza della Bielorussia dovrà verificare i candidati ai titoli di accademico e membro corrispondente dell’Accademia nazionale delle scienze. Nel controllo potrebbero rientrare anche persone che hanno ricevuto sanzioni amministrative o che sono state arrestate in passato per aver partecipato a proteste politiche.

È un cambiamento che sposta il baricentro della selezione. In una procedura accademica, il peso principale dovrebbe spettare alla qualità della ricerca, al riconoscimento tra pari e al contributo dato alle istituzioni scientifiche. Con il nuovo meccanismo, a questi elementi si aggiunge un vaglio affidato a un organo di sicurezza, chiamato a valutare anche il passato politico dei candidati.

Il decreto vieta inoltre ad accademici e membri corrispondenti di partecipare ad attività, organizzazioni o iniziative considerate di orientamento “antistatale”. Le stesse categorie di contenuti non potranno essere diffuse su internet o attraverso gli account personali sui social network. La formulazione, per come è stata riportata, lascia alle autorità un ampio margine nell’interpretazione di ciò che può essere considerato ostile allo Stato.

Il risultato possibile è un confine più incerto tra attività scientifica, espressione personale e dissenso. Non significa che ogni pubblicazione o ogni opinione conduca a una sanzione. Ma la prospettiva di un controllo sulla condotta pubblica può spingere i ricercatori a rinunciare a interventi, contatti o prese di posizione considerate rischiose per la carriera.

La via presidenziale alle nomine

La riforma incide anche sulle modalità di assegnazione dei titoli. Le disposizioni consentirebbero al presidente Alexander Lukashenko di conferire qualifiche accademiche senza passare dalle normali elezioni interne. Accanto al percorso ordinario si aprirebbe così un canale diretto della presidenza per intervenire sulla composizione dell’Accademia.

Il doppio binario modifica il peso degli organi elettivi e della valutazione della comunità scientifica. Un titolo potrebbe derivare dal procedimento interno dell’istituzione oppure da una decisione presidenziale. In entrambi i casi la scelta riguarderebbe non soltanto il prestigio individuale, ma anche la direzione futura della principale struttura scientifica del Paese.

La combinazione tra controllo di sicurezza e nomina presidenziale rende quindi più importante chi stabilisce i criteri e chi li applica. Se “estremismo” e “attività antistatale” vengono interpretati in senso ampio, un ricercatore può trovarsi a essere valutato non solo per gli studi condotti, ma anche per dichiarazioni, partecipazioni a proteste o contenuti pubblicati nel corso degli anni.

Meno posti, maggiore peso di ogni decisione

Il decreto riduce contemporaneamente il numero massimo dei membri dell’Accademia nazionale delle scienze. Gli accademici potranno essere al massimo 90, rispetto ai 100 previsti in precedenza; i membri corrispondenti scenderanno a 120, dai precedenti 145.

La riduzione, presa isolatamente, non dimostra che la scelta dei singoli nomi sarà politica. Insieme ai controlli sui candidati e alla possibilità di assegnazioni presidenziali, però, aumenta il valore di ogni posizione disponibile. Quando i posti sono meno numerosi, chi definisce le regole di accesso e interpreta i divieti acquista un’influenza più ampia sulla formazione della classe dirigente della ricerca.

La stretta arriva in un sistema già esposto alla perdita di specialisti e all’isolamento internazionale della Bielorussia. Un bacino di candidati più ristretto, sottoposto anche a criteri politici, può rendere più difficile individuare persone con esperienza, autorevolezza e collegamenti scientifici all’estero. Il rischio non riguarda soltanto la composizione formale dell’Accademia, ma la capacità dell’istituzione di guidare laboratori, programmi di ricerca e formazione dei giovani studiosi.

Il costo possibile per la ricerca

La scienza dipende dalla possibilità di mettere in discussione ipotesi, segnalare problemi e confrontarsi con colleghi di altri Paesi. Se una partecipazione a una protesta o un contenuto giudicato ostile può influire sull’avanzamento professionale, l’autocensura diventa una risposta comprensibile. I ricercatori possono limitare la propria presenza pubblica, evitare temi sensibili o ridurre i contatti che potrebbero attirare l’attenzione delle autorità.

Le conseguenze non devono necessariamente apparire subito nei risultati di laboratorio o nel numero delle pubblicazioni. Possono emergere nella scelta dei dirigenti, nella disponibilità dei giovani a restare nel Paese e nella fiducia accordata all’estero ai titoli dell’Accademia. L’entità di questi effetti dipenderà dall’applicazione concreta del decreto: dai criteri usati durante le verifiche e dalla frequenza con cui verranno esercitati i nuovi poteri.

Con il provvedimento numero 367, l’Accademia nazionale delle scienze viene collocata in un rapporto più stretto con la presidenza e con l’apparato di sicurezza. La questione decisiva non è soltanto quanti posti resteranno disponibili, ma se l’appartenenza alla comunità scientifica continuerà a essere determinata soprattutto dalla competenza oppure se la valutazione politica diventerà il passaggio obbligato per accedere ai vertici della ricerca bielorussa.

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