Attentato contro Sigfrido Ranucci: i presunti esecutori raccontano i dettagli dell’operazione
“Non volevamo far male a nessuno, non conoscevamo né Ranucci né Lavitola. Abbiamo eseguito solo un ordine per piazzare quella bomba”. Così hanno dichiarato gli imputati, Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, durante un lungo interrogatorio di oltre undici ore presso il carcere di Rebibbia. I due, accusati di essere gli esecutori materiali dell’ attentato dinamitardo avvenuto il 16 ottobre scorso, hanno cercato di ridimensionare la loro responsabilità, spiegando che l’accordo riguardava solo l’ordigno posizionato sotto la casa e non i colpi di pistola. I legali dei due uomini, Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, hanno annunciato che oggi presenteranno una richiesta di attenuazione o revoca della misura cautelare, ipotizzando la possibilità del rito abbreviato. “La difesa di Lavitola”, ha dichiarato l’avvocato Sergio Cola, “è soddisfatta, poiché sembra che la versione del suo assistito non sia stata confutata e venga anzi parzialmente o totalmente riscontrata”. Lavitola dovrà presentarsi dai pm il 7 settembre, riporta Attuale.
Nel frattempo, Gomes Clesio Tavares, il factotum di Lavitola rintracciato all’estero, ha rotto il silenzio attraverso un’intervista al Tg1, lanciando messaggi provocatori: “Sono certo di essere un uomo libero, mi basterà dimostrare che non c’entro niente, sono un lavoratore. Non ho mai conosciuto il reporter”. Tavares ha anche dichiarato di non essere un latitante, affermando che se avesse voluto fuggire, sarebbe andato in Russia, dove nessuno chiederebbe la sua estradizione, ma ha sottolineato di voler tornare in Italia per colloborare con i magistrati. Ha inoltre confessato di conoscere alcuni degli arrestati, mentre ha lanciato critiche all’ex editore Lavitola, esortandolo a resistere: “Ognuno è responsabile di ciò che dice”.
Con l’inchiesta che svela i retroscena dell’operazione, la Rai si trova in un momento cruciale riguardo al futuro del programma Report. I dirigenti Rai stanno valutando se reintegrare Ranucci tra Tg3 e RaiNews per evitare possibili azioni legali, considerando un passaggio interno tra Giorgio Mottola, Giulio Valesini e Giulia Innocenzi. Tuttavia, la redazione di Report ha espresso forti reagioni, denunciando, in un documento inviato al direttore Paolo Corsini, che “l’annunciata rimozione segue un preciso disegno politico” e che qualsiasi decisione esterna sarà vista come ostile e mirata a commissariare il programma. La Rai potrebbe già oggi sciogliere la riserva.
Nel frattempo, Ranucci ha criticato sui social l’offensiva dei giornali di area di maggioranza, menzionando Federico Mollicone (FdI), prima di prendere la parola in un evento a Favignana. Infine, l’avvocato Maurizio Miculan, in rappresentanza del diplomatico Paolo Zampolli, ha presentato istanza per acquisire gli atti del caso Ranucci, cercando di dimostrare la presunta parzialità delle indagini riguardanti il “metodo Report”.