Furti d’arte in Italia: il criminologo Colasanti analizza le vulnerabilità dei musei

20.09.2026 17:55
Furti d'arte in Italia: il criminologo Colasanti analizza le vulnerabilità dei musei

Furti d’Arte in Italia: Una Questione di Sicurezza e Vulnerabilità

Roma, 19 settembre 2026 – Recenti episodi di furti d’arte in Italia, come il furto di un’opera di Antonello da Messina a Ferragosto e un colpo clamoroso alla Fondazione Magnani Rocca ad aprile, hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza dei musei italiani, riporta Attuale.

Il criminologo investigativo Roberto Colasanti, ex colonnello dei carabinieri, ha sottolineato la grave vulnerabilità degli edifici culturali. Nel 2007, Colasanti ha creato il rapporto del Comando Tutela patrimoniale culturale e ha guidato gli sforzi per proteggere il patrimonio artistico italiano.

La questione principale rimane: come è possibile che opere di inestimabile valore possano scomparire così facilmente? Colasanti spiega che molti edifici non dispongono di adeguate misure di sicurezza. “I muri si possono perforare, si può entrare dal sottosuolo oppure dalla struttura adiacente. Le opere più importanti sono attaccate al muro e basta?”, ha dichiarato il criminologo.

Un’analisi dettagliata degli eventi criminosi mostra che, in molti casi, i ladri si avvalgono di informazioni interne ai musei. “Chi vuole compiere un furto generalmente effettua un sopralluogo preventivo per identificare possibili ostacoli”, ha detto Colasanti. “Nel caso del furto a Castelvecchio di Verona nel 2015, le opere furono ritrovate in Ucraina grazie a collaboratori interni che passarono informazioni preziose alla banda.”

Il problema delle risorse è evidente. “Non tutte le istituzioni hanno la stessa situazione in termini di personale e formazione. A volte, la mancanza di sorveglianza adeguata dà a visitatori la possibilità di avvicinarsi troppo alle opere”, ha aggiunto. Gli eventi di furto non si limitano solo all’arte; la sicurezza include anche la gestione di rischi come incendi o malori all’interno dei musei.

Per quanto riguarda la scelta degli obiettivi da parte dei ladri, Colasanti chiarisce che non esistono bande specializzate, bensì ladri professionisti che puntano a oggetti di valore. “Se un oggetto può far guadagnare molto, diventa appetibile. Un ladro professionista deve monetizzare, altrimenti ha perso tempo”, ha spiegato il criminologo.

In sintesi, la crescente serie di furti d’arte in Italia pone interrogativi sulla preparazione e le risorse disponibili per la protezione e la gestione del patrimonio culturale, sottolineando l’urgenza di riforme e interventi mirati per migliorare la sicurezza nei musei e preservare il nostro inestimabile patrimonio artistico.

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