Il ragazzino di 13 anni accoltella la professoressa a Roma: ipotesi di arruolamento da gruppi suprematisti

20.09.2026 14:55
Il ragazzino di 13 anni accoltella la professoressa a Roma: ipotesi di arruolamento da gruppi suprematisti

Roma, 20 settembre 2026 – Potrebbe esserci la ‘regia virtuale’ dietro all’aggressione alla prof Isabella Marsilio in una scuola media di Roma, accoltellata in classe da uno dei suoi studenti. Il 13enne potrebbe essere stato “arruolato” online da gruppi di matrice suprematista e aver accoltellato la docente alla scuola media Verga di Centocelle con un ‘mandato’ preciso, riporta Attuale.

L’ipotesi al vaglio degli investigatori è inquietante: il ragazzino potrebbe essere stato “avvicinato” da gruppi suprematisti e ‘accelerazionisti’, i quali puntano a “spingere all’estremo il sistema” per portarlo al collasso. Le indagini, come riportato dal Corriere, si starebbero orientando verso le ‘True Crime Community’, una sottocultura presente su Telegram e TikTok che inneggia a serial killer, stragisti e assassini famosi. Dietro queste comunità virtuali ci sarebbero persone dall’estero a caccia di ragazzini fragili che, nascoste dietro lo stretto anonimato, manipolerebbero gli adolescenti fino a spingerli a commettere atti di violenza da pubblicare online.

Scenari inquietanti che, se dovessero trovare conferma, potrebbero ribaltare la narrazione di quello che finora sembrava un gesto estremo di un adolescente in preda al malessere.

“Guardate il tg”: il messaggio del 13 in rete

“Guardate il tg dopo”, aveva scritto lo studente poco prima dell’aggressione in una chat condivisa con altri. Lo studente di Centocelle aveva 4.332 follower nel suo profilo social principale, che ora risulta chiuso. “Passava molte ore davanti al pc, era appassionato di video crime, roba violenta”, hanno raccontato agli investigatori alcuni compagni di scuola.

La polizia postale ieri ha proceduto a una perquisizione informatica del cellulare del ragazzino, che si trova ancora ricoverato all’Umberto I dove è seguito da personale psichiatrico. L’obiettivo degli investigatori – che hanno effettuato copia forense anche del cellulare della madre dove erano scaricate le carte di credito utilizzate dallo studente per comprare online i coltelli e altro materiale utilizzato nell’aggressione – è ricostruire la rete di contatti avuti dal 13enne nelle ultime settimane.

L’ipotesi: gruppi suprematisti dietro all’aggressione

Il sospetto, su cui si cercheranno verifiche, è che il ragazzino possa essere stato “avvicinato” via web da gruppi che operano online anche di matrice suprematista. Nella galassia online operano da tempo sigle – spiega uno degli inquirenti – che riescono a stabilire contatti con “persone fragili” con cui stabiliscono una comunicazione. Una sorta di radicalizzazione che avviene sia sotto il profilo psicologico che su quello operativo.

Lo studente della scuola media Verga di Centocelle potrebbe essere stato “arruolato” e avere ricevuto indicazioni tecniche dettagliate su come portare a termine la sua azione contro la prof: quale tipo di coltelli acquistare, il gas urticante e consigli relativi all’utilizzo di Telegram.

Si cercano i quattro utenti che hanno seguito la diretta dell’aggressione

È in questa direzione che chi indaga si sta muovendo per individuare i quattro utenti che venerdì mattina stavano seguendo diretta dell’aggressione a Isabella Marsilio su un profilo Telegram. Intanto la professoressa ha reso irraggiungibile il suo profilo Facebook, preso di mira da centinaia di commenti critici per le sue idee di estrema destra.

L’identificazione dei quattro – che potrebbero essere a loro volta dei giovanissimi – potrebbe essere vicina grazie anche all’analisi delle chat presenti sullo smartphone del 13enne e di quelle che verranno trovate nel pc. Lì potrebbero nascondersi elementi utili a ricostruire chi e perché ha avvicinato nelle scorse settimane il 13enne che aveva 4.332 follower nel suo profilo social principale, ora chiuso.

Messaggero e Repubblica hanno pubblicato il video postato in chat dal ragazzo che si riprende nel bagno della scuola mentre si prepara: mette due coltelli nei pantaloni, indossa guanti verde militare, impugna lo spray urticante e inforca gli occhiali da soft air.

“Devastanti messaggi dal dark web”. Aggressioni simili in Lombardia e Sicilia

Non si è ancora ben compreso quanto possa essere devastante il messaggio che arriva da certi canali, da certi tipi di dark web, ha detto ieri il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, secondo il quale è necessaria “una grande alleanza tra scuola e genitori insieme contro la violenza”.

Secondo la polizia postale, tutti gli ‘ingredienti’ dell’assalto sembrerebbero una fotocopia di altri casi analoghi. A marzo l’aggressione pianificata da uno studente a Trescore Balneario, nella Bergamasca, con tanto di manifesto scritto prima di colpire. Due mesi dopo, a maggio, il caso di San Vito Lo Capo, nel Trapanese: qui un 12enne ha aggredito la prof. di tecnologia, trasmettendo tutto in diretta streaming tramite un cellulare montato sul casco.

Il video dell’aggressione

Il 13enne si era ‘preparato’ all’aggressione indossando un elmetto, occhiali e guanti da softair e due pugnali acquistati su Internet con la carta di credito della madre. Probabilmente su indicazione di chi lo ha spinto a compiere la violenza.

Lo studente avrebbe indossato il casco con la telecamera e tutto il resto nei bagni della scuola, poi è uscito e ha percorso i corridoi dell’istituto diretto verso la classe. La professoressa è seduta alla cattedra durante la lezione. Lui è entrato in ritardo e si è scagliato contro la prof, accoltellandola due volte. Il filmato mostra il tredicenne che si avvicina alla docente e la colpisce al fianco sinistro.

Aperto un fascicolo per lesioni

Alla procura dei minori è arrivata l’informativa inviata dai carabinieri e, come da prassi – anche se l’età del ragazzino lo rende non imputabile – verrà aperto un fascicolo per lesioni e parallelamente verrà avviata la procedura per l’accesso alle misure rieducative. I magistrati dovranno valutare quale misura applicare anche in base alla documentazione che arriverà dall’ospedale dove il ragazzo, figlio unico, è ricoverato. Tra le ipotesi al vaglio dei pm, anche l’affidamento ai servizi sociali o il collocamento temporaneo in una comunità.

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