Movimento 5 Stelle: Conte annuncia no a riarmo e aiuti a Kiev, sostiene la necessità di un cambiamento dell’approccio europeo alla guerra in Ucraina

20.09.2026 22:55
Movimento 5 Stelle: Conte annuncia no a riarmo e aiuti a Kiev, sostiene la necessità di un cambiamento dell'approccio europeo alla guerra in Ucraina

Conte: No alla continuazione della politica estera del governo Meloni

Milano, 20 settembre 2026 – “Che nessuno ci chieda di andare al governo per proseguire nella politica estera e internazionale del governo Meloni”, afferma Giuseppe Conte di fronte alla platea milanese di Nova. In serata, Conte ribadisce via tv: “Questa comunità, dove non c’erano solo gli iscritti, ma anche tanti non iscritti, mi ha dato un mandato chiaro, quindi non mi posso sottrarre e quindi quando completeremo il progetto del programma condiviso poi sarà anche il tema delle primarie”, riporta Attuale.

La sua dichiarazione segna una sfida aperta alla leader dem Elly Schlein, senza possibilità di mediazione. In un ambiente carico di aspettative, la richiesta di primarie risuona tra i presenti. Mentre il disegno di riforma elettorale resta in attesa di approvazione, Conte mantiene anche la possibilità di un duplice passo indietro, ma Schlein sembra intenzionata a non considerare questa opzione, nonostante le preferenze dei dirigenti dem per una figura terza che non potrebbe provocare conseguenze negative per M5s e Pd, a seconda di chi vinca tra Schlein e Conte.

Un punto cruciale del programma, il punto 17, chiede di “cambiare radicalmente l’approccio” dell’Italia e dell’Europa alla guerra in Ucraina, sostenendo che l’invio di armi non favorisce la pace e demandando la necessità di una svolta negoziale. Il 91,7% degli iscritti del Movimento 5 Stelle ha votato contro la continuazione dell’invio di armi all’Ucraina, il 94,1% contro il piano di riarmo europeo e il 91,8% contro l’aumento della spesa per la difesa. Per contro, il primato del diritto internazionale ha ottenuto il 98,3% dei consensi, mentre il 97,9% ha votato a favore di una conferenza internazionale e del riconoscimento dello Stato di Palestina.

Dal palco, Conte strappa fogli contenenti argomenti controversi: “No alle armi”, accolta da un’ovazione; “No ad accordi con Israele”, ancora applausi. Il resto del programma si muove verso una rifondazione socialdemocratica, riconosciuta da Conte stesso come “progressista” e “radicale”, distinguendosi dalle oligarchie finanziarie contemporanee. I 5 Stelle si presentano come radical-progressisti moderni, abbracciando temi di sicurezza, mantenendo una netta opposizione all’abrogazione dell’abuso di ufficio e a leggi restrittive sulla libertà d’informazione. Propongono invece un supporto fiscale per i giovani, agevolazioni su mutui e affitti e un congedo parentale paritario, mirando a garantire un lavoro dignitoso, riduzione dell’orario, smartworking, tutele per gli artigiani.

La segretaria del PD, Schlein, in una dichiarazione registrata, esprime il suo interesse verso gli spunti emersi, riconoscendo molti punti condivisibili. Rimanendo aperta a discussioni su quelli in cui non vi è accordo, enfatizza la necessità di un “accordo e compromesso” sul programma comune prima della decisione sulla leadership, sottolineando l’importanza di chi gode di maggior consenso o, in alternativa, della necessità di primarie.

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