Sparatoria a Baldissero d’Alba: un camionista uccide un ladro durante un tentato furto
Baldissero d’Alba (Cuneo) – All’una e mezza di notte, un uomo di 35 anni, Roberto Mollo, camionista e ex meccanico, si ritrova di fronte a un gruppo di ladri che tentano di entrare nel suo cascinale in ristrutturazione. Armato di una pistola semiautomatica, detenuta legalmente, Mollo spara e colpisce Gjovalin Lazri, un albanese di 36 anni residente a Torino, mentre gli altri membri della banda fuggono nel buio. I sanitari del 118, intervenuti dopo la chiamata di Mollo ai carabinieri, non riescono a salvare Lazri. La situazione è ora oggetto di indagine giudiziaria, riporta Attuale.
Uscito nel buio, Mollo si è trovato di fronte a un gruppo di quattro o cinque individui. Impugnando l’arma, ha sparato contro Lazri, mentre i complici si dileguavano. I carabinieri sono giunti rapidamente sul posto, ma il ladro, colpito, è deceduto prima di ricevere soccorsi. L’intera vicenda, dall’alba di domenica, ha sollevato interrogativi riguardo alla legittimità dell’uso dell’arma e alla proporzionalità della reazione di Mollo.
Il camionista è stato portato in caserma a Bra, dove è stato ascoltato per ore dagli inquirenti del Reparto Operativo di Cuneo, mentre la Procura della Repubblica di Asti ha aperto un fascicolo per omicidio e ha sequestrato il cascinale. Gli investigatori stanno ora esaminando se il uso dell’arma, in un cantiere di sua proprietà ma esterno alla residenza principale, fosse giustificato.
Nel frattempo, la banda dei ladri è rimasta irrintracciabile. I carabinieri stanno battendo la zona alla ricerca di un veicolo con cui potrebbero essere fuggiti, mentre da primi accertamenti risulta che non è stato sottratto nulla dal cascinale, nemmeno gli attrezzi da lavoro che probabilmente erano il loro obiettivo.
Il caso richiama alla memoria l’episodio di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due ladri. Anche allora, il dibattito sulla legittima difesa si accese politicamente, e ora si ripete. Matteo Salvini, commentando l’accaduto, ha dichiarato: “Il nostro abbraccio a chi è stato aggredito e si è difeso a casa sua”, parole che riaccendono il dibattito sulla sicurezza e la legittima difesa, diventato un tema caldo in campagna elettorale.
La solidarietà per Mollo sembra essere quasi unanime nel piccolo comune. Un vicino di casa, pensionato, ha affermato: “Ha fatto bene, hanno violato la proprietà privata”, riflettendo un sentimento diffuso di paura e insoddisfazione verso la sicurezza nella zona, che molti considerano un facile bersaglio per bande organizzate.
Il sindaco Michele Lusso ha espresso la sua sorpresa per l’accaduto, sottolineando che la comunità era abituata a episodi di furti sporadici e non a situazioni di tale gravità. “Mollo è una bravissima persona, dedica tutto il suo tempo al lavoro”, ha detto ai giornalisti, manifestando incredulità per la reazione dell’uomo, finora noto per la sua pacatezza e il suo impegno nella comunità.
Ma che mondo stiamo vivendo? È allucinante che un povero camionista debba difendersi così! Non posso credere che la gente arrivi a tentare un furto in casa degli altri. Certo, la legittima difesa è un argomento delicato, ma in situazioni come queste è difficile non simpatizzare per chi si difende. La sicurezza in Italia è un tema che ormai non si può più ignorare…