Maxi furto da 5 milioni di euro alla Marchesi Antinori: rubate 30mila bottiglie di vino prestigioso

09.10.2026 09:55
Maxi furto da 5 milioni di euro alla Marchesi Antinori: rubate 30mila bottiglie di vino prestigioso

Cortona (Arezzo), 9 ottobre 2026 – Un furto da record è avvenuto nella notte di domenica scorsa nella sede di Cortona della Marchesi Antinori, uno dei nomi più prestigiosi del settore vinicolo italiano. I ladri, un gruppo ben organizzato composto da almeno sette persone, sono riusciti a portare via 30mila bottiglie di vino dell’annata 2023, per un valore stimato di circa 5 milioni di euro, riporta Attuale. Il bottino include vini di prestigio come Solaia, Tignanello e Guado al Tasso, con prezzi che oscillano tra i 120 e i 300 euro a bottiglia.

Il colpo studiato nei minimi dettagli

I ladri hanno disattivato il sistema d’allarme e le telecamere di videosorveglianza, entrando nella struttura con due camion. All’interno, hanno utilizzato i muletti dell’azienda per caricare il vino e sono fuggiti senza essere scoperti. Il furto è stato notato soltanto lunedì mattina dai dipendenti, che hanno trovato la cantina svuotata.

Una banda di professionisti

L’abilità mostrata dalla banda è sorprendente. Renzo Cotarella, amministratore delegato di Marchesi Antinori, ha dichiarato: “Una banda sicuramente molto preparata, forse la stessa che ha colpito altre cantine in Italia in questi ultimi mesi. Un furto di tale entità e valore non si è mai verificato in Italia”. Tra le bottiglie rubate si contano circa 10mila Solaia, vini esclusivi prodotti in quantità limitate, rendendo il furto ancora più significativo.

I rischi per la vendita della refurtiva

La rarità delle etichette rubate potrebbe complicare la vendita della refurtiva. Si ipotizza che il carico possa essere destinato a collezionisti o attività di ristorazione, sebbene la vendita di vini di alta gamma attraverso canali insoliti possa attirare l’attenzione delle autorità.

L’azienda ha già comunicato ai propri clienti a livello globale di prestare attenzione a eventuali offerte di bottiglie di Antinori provenienti da canali non ufficiali, soprattutto se a prezzi insolitamente bassi. Cotarella ha espresso la speranza “di riuscire a ritrovare il vino, due camion non possono semplicemente sparire. Questi vini hanno un grande valore e non capisco come possano venderli in tutto il mondo senza essere visti”. Si resta in attesa di scoprire dove possano essere andate a finire le 30mila bottiglie e quali canali potrebbero utilizzare i ladri per mettere in circolazione un bottino così riconoscibile, rappresentando un duro colpo per la storica cantina toscana e sollevando interrogativi sulla sicurezza delle cantine vinicole di alto valore.

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