Condanna per molestia sessuale: la Corte d’Appello di Milano riconosce il trauma subito da Barbara D’Astolto
L’ex hostess dell’aeroporto di Malpensa, Barbara D’Astolto, ha visto chiudere un capitolo doloroso della sua vita con la condanna a un anno e due mesi di reclusione per l’ex sindacalista che nel 2018 l’aveva molestata. Le motivazioni della Corte d’Appello di Milano confermano le sue affermazioni riguardo la mancanza di una soglia minima di durata della violenza sessuale, stabilendo che l’abuso può essere immediato e invalidante. Il documento sottolinea che la “incredulità e il ritardo di pochi secondi nella reazione verbale non esprimono consenso”, ma riflettono “difesa passiva” e “disorientamento”, compatibili con il trauma subito, riporta Attuale.
Il caso ha attraversato otto anni di battaglie legali, le cui cause sono state oggetto di ampia discussione. Inizialmente, l’ex sindacalista della Fit Cisl era stato assolto a Busto Arsizio e poi a Milano, con i giudici che avevano riferito che la donna avrebbe avuto “20-30 secondi” per opporsi all’abuso, un argomento che non ha retto di fronte alla Cassazione. Quest’ultima ha ordinato un nuovo processo d’appello presso un altro collegio, che ha portato a un ribaltamento della sentenza nel luglio scorso.
Le motivazioni, consegnate recentemente, ribadiscono l’importanza del consenso nella dinamica degli atti sessuali: chi agisce deve assicurarsi che questo sia libero e perdurante. La Corte afferma che “il compimento insidioso o rapido dell’azione criminosa, cogliendo di sorpresa la vittima, integra di per sé l’elemento della violenza”, rendendo impossibile manifestare volontà contraria. L’avvocato di D’Astolto, Gionata Bonuccelli, ha evidenziato come tali realtà siano state riconosciute solo dopo un lungo iter giudiziario, evidenziando la necessità di sensibilizzazione rispetto al tema della violenza sulle donne.
Da quanto accaduto, D’Astolto ha cambiato vita, insegnando inglese in una scuola primaria in Piemonte. Ha scelto di denunciare il sindacalista, affrontando le aule di giustizia per mettere in luce la sua vicenda. Ha espresso gratitudine per il sostegno ricevuto da parte di amici, familiari e dall’opinione pubblica, sottolineando l’importanza del supporto nella sua battaglia legale. “È stato fondamentale il sostegno del mio legale e di chi ha raccontato la mia storia con dignità,” ha affermato, sottolineando l’urgente bisogno di una legge che stabilisca chiaramente che senza consenso ogni atto è violento.