Memorie e traumi dopo il massacro al festival Nova
Il 7 ottobre ha segnato uno dei capitoli più tragici per la gioventù israeliana, quando migliaia di ragazzi si sono ritrovati a un festival di musica elettronica, ora ricordato come la scena di un massacro. Tre anni dopo, molti di loro continuano a soffrire per gli effetti dello choc post-traumatico, riporta Attuale.
Il campo dove si svolgeva il festival è diventato un luogo di memoria, adornato da candele e fiori rossi, simbolo delle vite spezzate dal terrorismo di Hamas. I visitatori si dilettano in selfie in un contesto che ora rappresenta una commossa celebrazione della vita e un’amara riflessione sulla perdita.
Tra coloro che hanno vissuto la tragedia c’è Shelly Meshel-Yogev, il cui racconto riguarda la figlia Libby, un ufficiale dell’esercito colpita durante l’attacco. Rimanendo al telefono con i genitori, Libby ebbe la forza di salutare i suoi cari prima di morire. La madre, ora, vive con la costante angoscia di ricordare quel giorno e le sue perdite. Ma tra i sopravvissuti, Amit Ganish è riuscita a scappare e testimonia di sentirsi ancora intrappolata nel trauma di quel fatidico giorno.
La generazione del festival Nova, però, non è l’unica a subire le conseguenze di un conflitto che ha stravolto le loro vite. Gli studi mostrano che quasi la metà degli adolescenti israeliani vive con traumi persistenti, manifestati in sintomi come insonnia e ansia. La terapeuta Cathy Lawi condivide il caso di una ragazza che ha sviluppato una fobia verso i rumori, confondendoli con sirene di emergenza.
Alcuni cercano di trovare un nuovo senso di comunità attraverso il volontariato e il supporto ai soccorsi, mentre altri si uniscono alle manifestazioni contro il governo e l’assedio di Gaza. Per molti giovani, impegnarsi è diventato un modo per affrontare l’impotenza e cercare un futuro sicuro in mezzo al caos.
Molti di questi ragazzi, tra cui circa 595 mila giovani tra i 18 e i 22 anni, si apprestano a partecipare per la prima volta alle elezioni. In Israele, con un parlamento diviso su poche seggi, il loro voto può risuonare, anche se le tendenze politiche tra i giovani si orientano principalmente verso destra. Dopo il 7 ottobre, la paura è diventata un’esperienza vissuta quotidianamente, alimentata dalla propaganda governativa, portando il paese e la sua gioventù a una riflessione profonda su identità e sicurezza.
Che mondo incredibile e tragico… è allucinante pensare che ragazzi così giovani debbano vivere con questi traumi. In Italia ci lamentiamo per così poco, ma lì è una realtà quotidiana… non si può nemmeno immaginare l’angoisse che devono provare. Dobbiamo riflettere su queste cose e non dare per scontata la nostra sicurezza. Una generazione intera segnata da un evento così devastante… tristezza pura.