Elezioni in Israele: il leader dei Democratici accusa Netanyahu di collusione con Hamas
Yair Golan, ex vicecapo di stato maggiore e attuale leader del partito Democratico israeliano, ha rilasciato dichiarazioni incisive dopo un incontro con Gadi Eisenkot e altri leader dell’opposizione, suggerendo alleanza e strategia per il futuro politico di Israele. Golan ha accusato Netanyahu di aver facilitato l’afflusso di fondi qatarioti a Hamas, in un contesto politico caratterizzato da tensioni crescenti e richieste di riforma, riporta Attuale.
Nel suo intervento, Golan ha trasmesso un messaggio di cambiamento, sottolineando come le recenti elezioni siano state vinte da milioni di israeliani desiderosi di ricostruire il Paese. Nonostante le aspettative, ha riconosciuto che la coalizione governativa ha perso consensi, evidenziando un cambiamento significativo nel panorama politico. «La maggioranza che abbiamo in parlamento sarà utilizzata a fondo, non appena il nuovo governo sarà insediato», ha dichiarato Golan, promettendo iniziative decisive come una commissione di inchiesta sul conflitto del 7 ottobre.
Durante la riunione con Eisenkot, ha espresso soddisfazione per l’incontro, che ha definito «molto positivo». Ha ribadito l’importanza di lavorare insieme per affrontare le problematiche del Paese, compresa la crescente criminalità nelle comunità arabe israeliane, una questione che l’attuale governo ha trascurato. A proposito della partecipazione della popolazione araba alle elezioni, Golan ha evidenziato che ciò rappresenta un forte segnale democratico di cambiamento desiderato.
Golan non ha risparmiato critiche al premier uscente Netanyahu, che sta cercando di screditare l’opposizione accusandola di ricevere finanze dal Qatar. «È comico che sia Netanyahu a parlare di soldi qatarioti, lui stesso ha facilitato l’arrivo di questi fondi a Hamas. Ogni sospetto sul voto deve essere verificato», ha affermato Golan, suggerendo che tali accuse siano un tentativo di delegittimare l’opposizione.
Riguardo alla possibilità di collaborare con i partiti arabi, Golan si è mostrato determinato: «Lavorare con i partiti arabi non è un’opzione, è ciò che questo momento richiede. Non possiamo permetterci di ignorare il 20% della popolazione». Ha ribadito che escludere i rappresentanti arabi dalla scena politica significherebbe avallare le teorie divisive di Netanyahu, invitando a riconoscere i diritti di tutti i cittadini israeliani.
Infine, Golan ha commentato le preoccupazioni relative a possibili attacchi contro l’Iran da parte del governo Netanyahu in collaborazione con Trump, auspicando che le decisioni militari siano dettate da esigenze di sicurezza reali e non da esigenze politiche.