Sigfrido Ranucci nega di avere ambizioni politiche, impegnato com’è sulle nuove puntate di Report. Nonostante il clima di tensione mediatico a seguito dell’arresto del suo “amico fraterno” Valter Lavitola, il giornalista continua a lavorare per la nuova stagione del programma su Raitre, che intende guidare. Recentemente ha dichiarato a chi lo ha contattato di non voler fare nessun passo indietro, confermando che la sua intenzione è quella di rimanere al suo posto, riporta Attuale.
Cosa racconta Ranucci agli amici in questi giorni di assedio
«Vado avanti come sempre, non ho progetti politici in mente», avrebbe detto Ranucci nei giorni scorsi, come riporta Repubblica. E ancora: «Forse qualcuno sarebbe contento se lasciassi il programma per andare a fare politica, ma a me piace il mio mestiere, che è l’unico che ho dimostrato negli anni di saper fare». Nei suoi sfoghi privati aggiunge anche di avere «la fedina penale pulita» e di non capire per quale motivo dovrebbe essere punito. Lo stesso messaggio lo avrebbe trasmesso giovedì scorso a Paolo Corsini, direttore degli Approfondimenti di viale Mazzini, con cui avrebbe discusso tempi e contenuti della prossima stagione: alcune puntate sarebbero già pronte.
Il retroscena: il suo nome è già sul tavolo di Pd e M5S
Se da un lato Ranucci nega ogni ambizione politica, dall’altro il suo nome viene comunque valutato dentro M5S e Pd in vista delle prossime Politiche. Lo racconta in un retroscena Mario Ajello sul Messaggero, spiegando che Giuseppe Conte non si è mai esposto troppo nella difesa di Ranucci, mentre Elly Schlein ha ipotizzato un possibile retroscena politico dietro la bomba di Pomezia, con allusioni a responsabilità del governo. Nel cerchio più vicino alla segretaria dem, il sostenitore più convinto sarebbe Sandro Ruotolo, storico collaboratore di Michele Santoro. Resterebbe però una distanza culturale non da poco tra il conduttore e diversi altri pezzi del Pd, come Dario Franceschini.
Chi vorrebbe Ranucci in lista e chi invece frena
A proteggere Ranucci in commissione di Vigilanza Rai ci ha sempre pensato un terzetto di deputati M5S, formato dall’ex presidente Barbara Floridia e dai parlamentari Dario Carotenuto e Dolores Bevilacqua, pronti a intervenire ogni volta che il centrodestra alzava il tiro su di lui. Recentemente, una nota congiunta aveva avvertito i meloniani e tutti quelli che invitano il giornalista a riflettere sulla conduzione di Report. Non ultimo l’ex senatore dem Luigi Zanda: «Giù le mani da Sigfrido!». Nel Pd della linea Schlein, il conduttore appare ancora sostenuto, mentre le altre correnti del partito sembrano più scettiche. Importante è anche il seguito che Ranucci ha tra i magistrati di area progressista, accolto con applausi all’assemblea generale dell’Anm dopo l’attentato. Il suo impegno nella campagna contro il referendum sulla Giustizia potrebbe influenzare la sua posizione, ma dichiarazioni future di Lavitola potrebbero rivelarsi problematiche, spingendo la politica a distaccarsi da lui.
Ranucci sulle nuove puntate di Report e l’ipotesi pensione
Colleghi ed ex colleghi di Report citati dal Messaggero segnalano che Ranucci non esclude del tutto un’eventuale candidatura: «Se non la smettono, io veramente mi candido». Nel frattempo, ci sono dirigenti Rai convinti che la sua sostituzione non sia scontata: «Gli mancano due anni alla pensione, bisognerebbe anche capire cosa fargli fare, e non dimentichiamo che è anche vicedirettore di Rai 3», afferma una fonte citata da Repubblica. L’esito di un audit interno coordinato con la procura potrebbe influenzare maggiormente la situazione rispetto al rapporto del comitato etico, tenuto sotto chiave dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi. La redazione di Report tornerà comunque al lavoro da lunedì.