Kiev, oltre mille droni sulla Russia E Mosca crea nuove basi di lancio
Nella notte tra domenica e lunedì la Russia ha lanciato 128 droni contro l’Ucraina: 106 sono stati abbattuti o neutralizzati dalla difesa aerea, mentre forti impatti sono stati registrati in 14 diverse località. Il bilancio più pesante riguarda Kramatorsk, nel Donetsk, dove secondo le autorità gli attacchi russi hanno provocato almeno due morti e undici feriti, riporta Attuale.
Colpite anche Kherson, Zaporizhzhia, Sumy, Dnipropetrovsk e Kharkiv. A Novokairy, nella regione di Kherson, due uomini sono stati uccisi da un drone Fpv. A Zaporizhzhia, le autorità riferiscono di attacchi con bombe aeree guidate e centinaia di droni. A Izium tre persone sono rimaste ferite. A Odessa la Russia ha colpito un centro commerciale alla periferia della città, ferendo sette persone, e successivamente le infrastrutture portuali. Danneggiata anche una nave civile battente bandiera del Togo: quattro membri dell’equipaggio sono rimasti feriti. Nella notte, secondo Kiev, gli attacchi hanno interessato anche altri obiettivi portuali e logistici. Il bilancio è di 9 morti e 43 feriti dopo quattro anni di guerra.
Questi dettagli non sorprendono, dato che le Nazioni Unite hanno definito il luglio scorso il mese più grave per le vittime civili dall’inizio dell’invasione russa, con 437 morti e 2.610 feriti. Rispetto a giugno, si registra un incremento di quasi il 30%. Tra i bambini si contano 17 morti e 166 feriti, il dato più alto dall’aprile 2022.
Tuttavia, la guerra si sviluppa anche sul fronte opposto. Nelle ultime 24 ore, l’Ucraina ha intensificato i suoi attacchi sul territorio russo, con Mosca che sostiene di aver abbattuto 1.478 droni. Almeno sei persone sono rimaste uccise negli attacchi di Kiev, cinque nella regione di Rostov e una nella zona di Mosca.
In merito alle minacce ai confini della Nato, è emerso un nuovo aggiornamento: il drone abbattuto il 14 agosto scorso nello spazio aereo lettone da un caccia italiano dell’Alleanza proveniva dalla Bielorussia, come confermato dal ministro della Difesa lettone Raivis Melnis durante un’intervista alla televisione pubblica Ltv. Inoltre, un’inchiesta del Telegraph ha rivelato che la Russia ha installato nuove piattaforme di lancio per droni lungo i confini con Ucraina e Bielorussia. Grazie a immagini satellitari, sono stati identificati almeno 59 “binari di lancio” a lungo raggio distribuiti in 10 località, alcuni provenienti da vecchie basi militari e aeroporti civili, altri creati nelle campagne. Molte di queste strutture sono posizionate in modo tale da consentire ai droni di raggiungere potenzialmente il territorio della Nato, inclusi Polonia, Turchia, Estonia, Lituania, Lettonia e Romania.
Parallelamente, il ministero della Difesa ucraino ha annunciato l’approvazione del Dovbush T40, un nuovo drone per attacchi a lunga distanza. Sul fronte diplomatico, Kiev ha nuovamente sollecitato l’Ue a imporre sanzioni contro Rosatom, la società nucleare russa. Infine, riguardo ai sistemi Patriot, le informazioni ottenute dalla CNN non sono incoraggianti: le scorte sono sempre più limitate e in una zona non rivelata dell’Ucraina, si segnala che gli intercettori non sono stati utilizzati da settimane.