Femminicidio a Camponogara: Tania Terrin uccisa dall’ex compagno, il fallimento dello Stato in discussione
Il 15 agosto, Tania Terrin, 39 anni, è stata tragicamente uccisa a Camponogara da Dino Keber, il suo ex compagno, che si è tolto la vita poco dopo. Nonostante le denunce precedenti per aggressioni, culminate in sette o otto segnalazioni ai carabinieri, Keber era sfuggito a misure più severe, ricevendo solo un ammonimento dal questore. Il caso, che ricorda altri eventi simili in Veneto, ha sollevato indignazione e richieste di cambiamento a livello politico, con l’ex governatore del Veneto, Luca Zaia, che parla di “un fallimento dello Stato”, riporta Attuale.
Marinella Forner, madre di Tania, ha descritto il terribile ricatto psicologico subito dalla figlia, evidenziando come Keber la manipolasse con minacce di suicidio ogni volta che la relazione sembrava giungere al termine. “Ogni volta che mia figlia lo lasciava, mostrava il cappio”, ha raccontato Forner. Gli atti di violenza erano iniziati a dicembre con un pugno in faccia, seguito da un’aggressione ad aprile con tentativo di strangolamento. Nonostante le denunce, Tania si era allontanata per settimane, mentre Keber continuava a pedinarla e controllarla, creando un clima di terrore costante.
Un dettaglio inquietante emerso dalla Procura di Venezia è l’assenza di un episodio cruciale, in cui Keber accompagnò Tania al pronto soccorso dopo un’aggressione, dal fascicolo delle denunce. Questa omissione potrebbe aver influenzato la decisione delle autorità di adottare misure insufficienti rispetto alla gravità della situazione.
Questo tragico episodio ha riacceso il dibattito sull’efficacia del Codice Rosso, che dovrebbe garantire protezione immediata alle vittime di violenza. Zaia ha chiesto misure più severe, affermando che “quando una donna denuncia, lo Stato deve intervenire con tutti gli strumenti necessari”. Allo stesso modo, la segretaria del PD, Elly Schlein, ha lamentato che il caso di Tania deve spingere il Paese a riflettere sull’efficacia del sistema di protezione e sulla necessità di potenziare i centri antiviolenza.
Stefania Ascari, deputata del M5S e membro della commissione Giustizia e Femminicidio, ha presentato un’interrogazione parlamentare, chiedendo ispezioni sulla gestione delle segnalazioni. Ha criticato la narrativa secondo cui è sempre la donna a dover fuggire e cambiare vita, affermando: “È chi è violento che deve essere fermato”.
Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha dichiarato che la morte di Tania rappresenta una sconfitta per tutti, mentre Massimo Mattia di Futuro nazionale parla di una “tragedia figlia della superficialità”. In un momento di intensa emozione, la madre di Tania ha espresso il suo profondo senso di impotenza, suggerendo che le autorità dovrebbero consigliare alle donne che denunciano di fuggire e nascondersi: “Non c’è altro modo per proteggere una donna”.