Palermo, 21 agosto 2026 – “Medici incompetenti hanno sottovalutato mia figlia: l’avevamo portata diverse volte al pronto soccorso. Hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori”. La madre di Anna, la bimba di 4 anni morta per sospetta difterite, critica aspramente il personale sanitario dell’ospedale di Palermo che ha visitato la piccola. Dopo il primo ricovero, dove era arrivata con febbre, vomito e inappetenza, la bambina è stata dimessa dalla struttura con una prognosi di tonsillite, riporta Attuale.
Poco dopo, a seguito di un aggravamento della situazione, i genitori hanno riportato Anna in ospedale, ma il suo stato di salute è rapidamente peggiorato e la bimba è stata trasferita all’Ospedale dei Bambini ‘G. Di Cristina’. Nonostante i tentativi di salvarla, anche attraverso l’uso dell’Ecmo, la piccola è deceduta nel reparto di terapia intensiva pediatrica.
“Medici incompetenti hanno distrutto la vita di mia figlia”
“Il dolore è mio e solo mio, ma auguro di non avere a che fare mai, e dico mai, con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia”, ha scritto la madre sui social. Dopo la tragica morte, la famiglia, residente nel quartiere popolare dello Zen, è stata stigmatizzata e bollata come “no vax” anche dalla pediatra di Anna. I genitori avevano scelto di non vaccinare Anna e gli altri tre figli, nonostante il vaccino contro la difterite sia obbligatorio, a causa di un caso di autismo in famiglia.
“Oltre al dolore – continua la mamma della bimba morta – che sto attraversando devo anche leggere e sentire certe cose. Silenzio, fate silenzio. Vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori“.
Come sta il cuginetto ricoverato per sospetta difterite
Il cuginetto di Anna, anch’esso di 4 anni, presenta alcuni sintomi come febbre e placche in gola che potrebbero indicare un’infezione da difterite, ma è già stato vaccinato e attualmente è ricoverato all’ospedale pediatrico ‘Di Cristina’. Il direttore sanitario dell’azienda sanitaria Civico, Domenico Cipolla, ha dichiarato al Tgr Rai Sicilia: “Siamo assolutamente tranquilli, soprattutto perché è un bambino vaccinato e la malattia non può evolversi in forme gravi”.
I familiari sotto profilassi
Dopo il decesso di Anna, tutti i familiari sono stati sottoposti a vaccinazione. Secondo Cipolla, “i genitori e la famiglia allargata hanno fatto la profilassi antibiotica, e tutti si stanno vaccinando”. L’ASP sta monitorando la diffusione del batterio per identificare eventuali portatori sani. “La bambina è morta per l’effetto delle tossine – ha spiegato Cipolla al quotidiano ilSicilia.it – poiché questo batterio produce tossine molto gravi, ma non c’è pericolo di contagio”.
Si sta ricostruendo la catena dei contagi
Attualmente, l’obiettivo è ricostruire la catena epidemiologica. L’Azienda sanitaria provinciale ha avviato un’indagine epidemiologica per mappare i contatti. Prosegue l’inchiesta della procura di Palermo che ha disposto l’autopsia sulla salma di Anna, e i carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche dei due ospedali coinvolti nella sua cura negli ultimi giorni.
Incredibile ma vero, in un momento così drammatico ci si aspetterebbe solidarietà e comprensione, e invece ci si ritrova a essere accusati di cose impossibili. Non vaccinare un bambino è un dramma, ma è ancora più tragico che non si sia ricevuta l’attenzione giusta dai medici. Il dolore di questa madre è inconcepibile, e non c’è giustificazione per la leggerezza mostrata in situazioni così gravi. Davvero inaccettabile.