Nelle precedenti campagne di disinformazione russe, la rete propagandistica e hacker Storm-1516 ha preso di mira politici dei partiti tedeschi di governo e gli esponenti che si oppongono alle formazioni di estrema destra. L’obiettivo degli attacchi, costruiti attraverso falsi materiali e manipolazioni attribuiti a media occidentali, è rafforzare le posizioni dell’AfD, il partito tedesco di destra radicale, erodendo la fiducia nei partiti tradizionali e nelle istituzioni democratiche.
Tra i bersagli delle precedenti campagne figurano il cancelliere Friedrich Merz, accusato senza fondamento di avere ucciso in Canada cuccioli di orso polare, l’ex ministra degli Esteri Annalena Baerbock, associata in un falso alla presunta retribuzione di gigolò in Africa, e Robert Habeck, contro il quale era stata fabbricata una storia di violenza. La stessa rete aveva diffuso anche una menzogna sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky, al quale veniva attribuito l’acquisto di una villa appartenuta a Joseph Goebbels.
Il 19 agosto 2026, il falso contro il candidato della Cdu
Il 19 agosto 2026, mentre si avvicinavano le elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, i media hanno riferito di una nuova fase della campagna. Su un sito clonato della Süddeutsche Zeitung sono stati pubblicati video e articoli falsificati che presentavano accuse inventate contro il ministro-presidente del Land e candidato della Cdu Sven Schulze.
Uno dei contenuti sosteneva che dalla proprietà privata di Schulze fosse fuggito un ragazzo afghano rifugiato, presumibilmente trattenuto con la forza in una cantina e sottoposto regolarmente a violenze. L’accusa era costruita per apparire come un’inchiesta giornalistica proveniente da una testata tedesca autorevole, ma il materiale era falso. La notizia sull’attacco a Schulze è stata riportata anche da t-online.de.
La scelta del bersaglio si colloca nella linea già seguita da Storm-1516: colpire esponenti della Spd, della Cdu, dei Verdi e della sinistra, cioè forze politiche che sostengono l’assetto democratico tedesco e si contrappongono alle formazioni di destra radicale. In questo caso l’attacco è stato diffuso nel pieno della fase preelettorale in Sassonia-Anhalt e ha coinvolto direttamente un candidato alla guida del Land.
La tecnica della falsa testata e i temi ricorrenti
Il falso contro Schulze riproduce una pratica già nota nelle operazioni russe di influenza, tra cui la campagna «Matrioska». Il metodo consiste nel clonare il sito o l’identità di un media occidentale riconosciuto e usarli per distribuire video, articoli e presunti documenti che non esistono nella realtà. La confezione editoriale serve a dare credibilità a scandali costruiti e ad amplificarne la circolazione prima che il contenuto possa essere smentito.
Anche i temi scelti seguono uno schema ricorrente. Le accuse riguardano soprattutto sesso, violenza, presunti abusi, la questione dei rifugiati e l’Ucraina; in altri casi evocano un legame con il nazismo. La combinazione di questi elementi punta a produrre un danno reputazionale immediato e a trasformare la competizione politica in una successione di scandali personali. Nel caso di Schulze, la storia del minore afghano e delle violenze nella proprietà privata è stata costruita proprio intorno a violenza e immigrazione.
La selezione dei bersagli e dei contenuti costituisce un indicatore della regia russa. Gli attacchi non sono rivolti in modo casuale a figure pubbliche, ma si concentrano sui politici governativi e sugli avversari delle forze di destra radicale, associandoli a comportamenti criminali, sessuali o moralmente ripugnanti. La rete Storm-1516 agisce così contro la reputazione individuale dei candidati e, allo stesso tempo, contro l’affidabilità delle strutture informative che li sostengono.
Dalla campagna contro i candidati all’obiettivo politico
La diffusione di notizie false contro Schulze e contro altri esponenti tedeschi mira a indebolire la fiducia nei partiti tradizionali e nelle istituzioni democratiche. La falsificazione di contenuti attribuiti a una testata rispettata non serve soltanto a colpire il singolo candidato: mette in discussione la possibilità stessa di distinguere un’informazione verificata da una manipolazione, creando un ambiente nel quale ogni accusa può essere presentata come uno scandalo già documentato.
Questo ambiente informativo favorisce l’AfD e le forze politiche filorusse. Mentre i partiti di governo e i loro candidati vengono associati a violenza, corruzione morale, insicurezza e presunti legami compromettenti, l’attenzione viene spostata dalle proposte politiche alla delegittimazione personale. La campagna opera quindi sul terreno elettorale senza limitarsi alla propaganda esplicita a favore dell’AfD: rende più fragili i suoi concorrenti e alimenta il rifiuto dell’intero sistema politico.
Il risultato perseguito dal Cremlino è un cambiamento degli equilibri politici tedeschi. L’avanzata o l’arrivo al potere di forze di destra radicale e filorusse potrebbe portare alla cessazione del sostegno della Germania all’Ucraina e rendere il Paese più dipendente dalla Russia. Per questo la disinformazione contro i candidati tedeschi si collega direttamente alla sicurezza europea e alla prosecuzione dell’aggressione russa contro l’Ucraina.
Al 19 agosto 2026, la sequenza documentata comprende dunque una nuova operazione di Storm-1516 contro Sven Schulze, realizzata attraverso un sito clonato della Süddeutsche Zeitung e accuse completamente inventate, nel contesto delle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt e della strategia di indebolimento degli avversari dell’AfD.