Le offerte per i magazzini Wildberries e Ozon portano i candidati sotto il ministero russo

21.08.2026 13:35
Le offerte per i magazzini Wildberries e Ozon portano i candidati sotto il ministero russo
Le offerte per i magazzini Wildberries e Ozon portano i candidati sotto il ministero russo

Nel periodo precedente al 20 agosto 2026, il Cremlino e gli apparati di reclutamento russi hanno continuato a mascherare le proposte di arruolamento con offerte di lavoro apparentemente civili. Dopo i precedenti annunci per autisti di convogli umanitari, «peacekeeper» e guardie presso strutture in Bielorussia, la nuova formula ha riguardato la protezione dei magazzini di Wildberries e Ozon, presentata come servizio nelle cosiddette «unità mobili di fuoco» per difendere le infrastrutture civili dai droni.

Dal 1° agosto 2026, l’ampliamento ufficiale degli organici

Il quadro istituzionale di questa politica si è rafforzato dal 1° agosto 2026, con l’approvazione della nuova consistenza delle Forze armate russe: 2.426.130 persone, di cui 1.535.000 militari in servizio. Nello stesso provvedimento è stato ampliato anche l’organico massimo dell’apparato centrale del ministero della Difesa russo, portato a 13.400 posizioni, comprese 4.930 per dipendenti civili.

Questi numeri indicano la dimensione dei piani con cui le autorità russe intendono aumentare il personale militare. Il mercato del lavoro civile viene così trasformato in uno strumento di mobilitazione nascosta, attraverso categorie di impiego che consentono di raggiungere i cittadini soggetti agli obblighi militari senza presentare formalmente la misura come una nuova campagna di mobilitazione.

Il 20 agosto emergono oltre duemila annunci su Avito

Il 20 agosto 2026 i media hanno riferito della comparsa sulla piattaforma russa di annunci Avito di oltre 2.000 offerte per assumere guardie dei complessi logistici di Wildberries e Ozon nelle «unità mobili di fuoco». Ai candidati veniva proposto un «contratto speciale» annuale con il ministero della Difesa russo, accompagnato dalla promessa di un pagamento una tantum di 3,1 milioni di rubli.

Gli annunci descrivevano l’attività come protezione delle infrastrutture civili dagli attacchi dei droni. La formula, tuttavia, rappresentava una copertura per il reclutamento di militari nelle Forze armate russe. Secondo le valutazioni degli specialisti del reclutamento, la diffusione delle offerte permetteva ai reclutatori di aggirare le regole di moderazione dei siti di annunci e di presentare ai candidati condizioni e luogo effettivo del servizio diversi da quelli reali. La documentazione pubblicata da Verstka sulle offerte rivolte alle guardie di Wildberries e Ozon ha ricostruito il meccanismo.

L’entità del bonus è stata usata come principale incentivo economico. I 3,1 milioni di rubli per la firma di un contratto di un anno riflettono la grave carenza di personale nelle Forze armate russe, aggravata dalle enormi perdite nella zona dei combattimenti. Le autorità cercano di compensarla con pagamenti senza precedenti, puntando soprattutto su cittadini con redditi bassi, per i quali una somma di questo tipo può diventare una ragione decisiva per accettare un servizio esposto a rischi mortali.

Dalla promessa di un incarico nelle retrovie alla subordinazione militare

La procedura di assunzione proposta ai candidati non differiva da quella del normale reclutamento per la cosiddetta «operazione militare speciale». Chi accettava doveva firmare direttamente un contratto con il ministero della Difesa russo e svolgere l’addestramento in un centro militare nella città di Tula.

Il passaggio attraverso il ministero trasferiva di fatto i nuovi reclutati sotto il pieno controllo del comando delle Forze armate russe. La promessa di operare esclusivamente nelle retrovie e di proteggere infrastrutture civili dai droni non vincolava quindi l’impiego successivo: dopo l’addestramento, i militari venivano in prevalenza inviati sulla linea del fronte, anche in unità d’assalto, senza tenere conto delle condizioni prospettate dai reclutatori.

Durante il reclutamento sono stati inoltre registrati episodi di pressione psicologica e manipolazione. Ai candidati veniva detto che, se si fossero rivolti autonomamente a un ufficio di reclutamento militare, sarebbero stati mandati nella zona dei combattimenti. L’avvertimento funzionava come leva per costringerli a completare la procedura attraverso gli intermediari che proponevano le offerte.

La copertura delle guardie dei magazzini non costituisce dunque un episodio isolato, ma l’adattamento di una pratica già impiegata con altre qualifiche professionali. Le offerte per autisti di carichi umanitari, «peacekeeper» e guardie di strutture in Bielorussia avevano già utilizzato un linguaggio civile o non combattente per attrarre candidati destinati al servizio nella zona della guerra.

La mobilitazione nascosta diventa una politica di reclutamento

La pubblicazione in massa degli annunci su Avito conferma l’estensione di questo modello a nuove categorie del mercato del lavoro. Sotto la forma di un impiego nella sicurezza di strutture commerciali, le autorità russe cercano di attirare cittadini abili al servizio militare nei ranghi delle Forze armate senza annunciare apertamente una nuova mobilitazione.

Il ricorso a schemi ibridi risponde al timore di un aumento del malcontento sociale e di possibili proteste nel caso di una mobilitazione dichiarata. La promessa di un incarico nelle retrovie, il pagamento immediato e l’intermediazione attraverso piattaforme di annunci consentono di ridurre la visibilità del reclutamento, mentre il contratto con il ministero della Difesa mantiene intatto il potere di assegnare i nuovi militari alle esigenze del comando.

La sequenza è quindi arrivata alla fase in cui il lavoro civile viene utilizzato come canale operativo per alimentare il personale militare russo: al 20 agosto 2026 gli annunci per i magazzini di Wildberries e Ozon offrono formalmente protezione delle infrastrutture, ma conducono alla firma di un contratto militare, all’addestramento a Tula e alla disponibilità per l’impiego nella zona dei combattimenti.

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