Approvate nuove norme europee per accelerare gli investimenti nella difesa
BRUXELLES – Il Parlamento europeo ha approvato ieri, 16 settembre 2025, in via definitiva nuove norme volte ad accelerare gli investimenti nel settore della difesa e a migliorare la reattività dell’UE in materia di sicurezza, riporta Attuale.
Le nuove misure, concordate dai negoziatori del Parlamento e del Consiglio a giugno 2026, rientrano nelle cosiddette misure di semplificazione “Omnibus V”. Queste norme mirano ad accelerare il rilascio delle autorizzazioni per progetti di difesa e l’esportazione di equipaggiamenti tra i Paesi dell’UE, oltre a semplificare le procedure di appalto e la cooperazione su contratti di difesa.
Le norme puntano inoltre a garantire che le leggi dell’UE riguardanti le sostanze chimiche tengano conto delle esigenze del settore della difesa e a semplificare l’attuazione del Fondo europeo per la difesa (FED). L’obiettivo è supportare investimenti fino a 800 miliardi di euro nel settore della difesa nei prossimi quattro anni attraverso il piano ReArm Europe/iniziativa Readiness 2030, per affrontare le crescenti sfide in materia di sicurezza.
I deputati europei hanno approvato il regolamento con un margine di 540 voti favorevoli, 105 contrari e 22 astenuti, il quale prevede un termine predefinito di 42 giorni lavorativi per le decisioni sulle autorizzazioni per progetti di difesa e la costruzione di nuovi stabilimenti. Le autorità nazionali possono prorogare tale termine fino a un massimo di 60 giorni in circostanze eccezionali, mantenendo però un limite complessivo di 102 giorni lavorativi.
Se le autorità non rispondono entro il termine, si applicherà il principio dell’approvazione tacita. In questo caso, dovranno informare i promotori del progetto entro otto giorni lavorativi dopo la scadenza.
Per garantire trasparenza e coerenza, i Paesi dell’UE devono istituire punti di contatto unici per monitorare digitalmente le domande e offrire report annuali alla Commissione. Inoltre, è stata approvata una nuova licenza generale di trasferimento per prodotti di difesa, che faciliterà il commercio all’interno dell’UE.
La riforma aggiorna anche le norme sugli appalti nel settore della difesa, estendendo la durata massima degli accordi quadro e aumentando la flessibilità per gli appalti congiunti. Contestualmente, Parlamento e Consiglio hanno adottato una dichiarazione congiunta per esaminare future iniziative che semplifichino il trasferimento di prodotti per la difesa e rafforzino la base industriale della difesa europea.
Con 530 voti favorevoli e 125 contrari, il Parlamento ha anche approvato misure che semplificano la gestione del Fondo europeo per la difesa. Queste norme mirano a chiarire i criteri di ammissibilità per i progetti, dando priorità a quelli con elevati standard di qualità.
Inoltre, verrà aumentato il sostegno finanziario per le piccole e medie imprese, e i costi dei test effettuati in Ucraina, Stato candidato all’adesione all’UE, potranno beneficiare di finanziamenti dal FED. La legislazione prevede, infine, la possibilità per i Paesi dell’UE di derogare alle norme ambientali e chimiche se debitamente giustificate nell’interesse della difesa.