Navigazione nel Passaggio a Nord-Ovest: Impatti del Riscaldamento Climatico e Turismo Invasivo
CONINGHAM BAY (CANADA SETTENTRIONALE) – Durante un’escursione nei pressi di Coningham Bay, un increscioso incontro con una famiglia di orsi polari ha portato a una presa di consapevolezza sull’impatto del turismo nautico nell’habitat di queste creature. “Con gli animali terrestri non useremo più il drone. Si spaventano anche a distanza”, ha dichiarato Alberto, capitano della nave Lifexplorer, dopo aver disturbato gli orsi durante la navigazione. Alle 12:00 del 19 agosto, il gruppo ha raggiunto i bassifondali di Coningham Bay, un’area precedentemente segnalata come patria di orsi bianchi da un’altra imbarcazione, originaria dell’Argentina, che avvisava della caccia degli orsi alle balene della famiglia delle Beluga, in cerca di un ambiente di riproduzione.
Dopo quasi due giorni di navigazione attraverso acque sempre più prive di ghiacci nel Victoria Strait, l’equipaggio ha potuto sperimentare la bellezza della navigazione a vela, con condizioni meteo favorevoli, tra cui temperature che oscillavano attorno ai 5 gradi. “A bordo respiriamo l’euforia di vedere avvicinarsi il successo del compimento della grande avventura che è il passaggio di Nord-Ovest”, riferiscono i membri dell’equipaggio.
In passato, questa regione era dominata da ghiaccio e neve durante l’estate, rendendo impossibile la navigazione fino a pochi anni fa. Oggi, a causa del riscaldamento climatico evidente, l’area è diventata la parte più semplice dell’intero percorso del Passaggio a Nord-Ovest. “Non serve più nessuno di vedetta sul ponte contro i blocchi galleggianti”, affermano i naviganti, evidenziando il cambiamento significativo nelle condizioni marine.
La crescente facilità di navigazione ha portato a un incremento del turismo nautico, con l’arrivo di navi da crociera e barche a vela cariche di turisti. Nel corso del viaggio, l’equipaggio ha avvistato carcasse di balene, segno di una catena alimentare disturbata. “Ci sono almeno 200 belughe, gli orsi le uccidono mentre si muovono nell’acqua bassa”, ha riferito il comandante via radio.
Un episodio significativo ha visto il drone dell’attrezzatura interferire con la vita di un’orsa con due cuccioli, che è fuggita in preda al panico. “D’ora in poi cercheremo gli orsi solo con il binocolo”, ha dichiarato l’equipaggio. Il problema del turismo invasivo e le sue conseguenze sul comportamento animale sono diventati temi centrali nel discorso. “Cosa accadrà a questa zona quando il numero di navi da crociera e barche da diporto aumenterà ulteriormente?”, si chiede l’equipaggio, evidenziando i rischi per l’habitat degli orsi polari.
Le statistiche indicano un calo costante della popolazione di orsi bianchi, con meno di 30.000 esemplari complessivamente stimati, di cui circa il 30% nelle aree artiche canadesi. “Questi negli ultimi due decenni sono scesi del 35%”, affermano gli esperti, segnalando un bisogno urgente di misure di protezione ambientale in un contesto di riscaldamento globale e crescente pressione turistica, riporta Attuale.