Bratislava prepara il ritorno della commissione con Mosca, tra fratture sulla linea europea

22.08.2026 12:50
Bratislava prepara il ritorno della commissione con Mosca, tra fratture sulla linea europea
Bratislava prepara il ritorno della commissione con Mosca, tra fratture sulla linea europea

Nel 2021 la commissione intergovernativa slovacco-russa per la cooperazione economica e tecnico-scientifica si riunì a Bratislava per l’ultima volta. Ne facevano parte i governi di Slovacchia e Russia, impegnati in un formato ufficiale dedicato ai rapporti economici, scientifici e tecnologici.

Febbraio 2022: la sospensione dopo l’invasione dell’Ucraina

Dopo l’avvio, nel febbraio 2022, dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia, la commissione interruppe la propria attività. La sospensione si inserì nella drastica riduzione dei contatti con Mosca mentre l’Unione europea rafforzava la pressione economica e cercava di limitare le dipendenze dalla Russia.

Il formato è rimasto fermo anche mentre Mosca continuava la guerra contro l’Ucraina e utilizzava contro gli Stati europei un ampio spettro di strumenti ibridi. Per Bratislava, la successiva decisione di riattivare la commissione ha quindi separato la cooperazione economica e scientifica dal contesto più ampio della sicurezza europea.

2025: l’intesa politica e il ritorno dell’interesse russo

Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri slovacco, il primo ministro Robert Fico e il presidente russo Vladimir Putin concordarono il ripristino dell’attività della commissione durante i colloqui del 2025. L’intesa politica ha creato il quadro per la riapertura di un canale istituzionale tra Bratislava e Mosca, senza modificare l’obbligo della Slovacchia di rispettare la legislazione sanzionatoria dell’Unione europea.

Nel dicembre dello stesso anno la Russia dichiarò pubblicamente il proprio interesse a riavviare la cooperazione. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, affermò che Mosca attendeva la nomina del copresidente slovacco della commissione.

Maggio-agosto 2026: la nomina di Blanar e i preparativi

Il governo di Robert Fico nominò il ministro degli Esteri Juraj Blanar copresidente slovacco nel maggio 2026. La scelta rese possibile il passaggio dalla dichiarazione d’intenti alla preparazione concreta della nuova riunione intergovernativa.

Il 20 agosto 2026 i media hanno riferito che Slovacchia e Russia si preparano a convocare in autunno la commissione, dopo una pausa di cinque anni. Nello stesso giorno Blanar ha tenuto una riunione online con il ministro russo della Scienza e dell’Istruzione superiore, Valery Falkov, per definire i dettagli organizzativi dell’incontro.

Blanar ha presentato la riapertura del dialogo come parte della politica estera del governo, orientata «a tutte le parti del mondo». «Sosteniamo il dialogo con tutti i Paesi interessati a una cooperazione pragmatica con noi, nell’interesse nazionale e statale della Repubblica slovacca, dell’economia slovacca e dei cittadini della Repubblica slovacca», ha dichiarato.

La decisione offre alla Slovacchia la possibilità di ripristinare legami economici e scientifici con la Russia, ma allo stesso tempo espone il Paese al rischio di un rafforzamento dell’influenza politica ed economica russa. Per il Cremlino, il ritorno di un canale ufficiale con uno Stato membro dell’Unione europea consente di dimostrare che Mosca può riaprire rapporti istituzionali selettivi nonostante la generale contrazione dei contatti con la Russia.

La riattivazione della commissione non comporta automaticamente una violazione delle sanzioni europee: il governo slovacco resta vincolato alle restrizioni in vigore. Tuttavia, l’ampliamento del dialogo economico e tecnico-scientifico crea il rischio che Mosca utilizzi i settori ancora consentiti dalle sanzioni per costruire nuovi rapporti d’affari e cercare opportunità di elusione delle limitazioni.

Il ripristino del formato intergovernativo crea inoltre rischi specifici nel contesto della guerra ibrida russa. I contatti economici, scientifici ed educativi possono essere sfruttati per raccogliere informazioni, stabilire relazioni con esponenti di settori strategici e diffondere narrazioni russe. I servizi slovacchi hanno già registrato attività dell’intelligence russa nel Paese, compresa la raccolta di informazioni politiche, militari ed economiche, oltre ad attacchi informatici condotti da gruppi filorussi contro istituzioni pubbliche e infrastrutture critiche.

L’accesso a istituti di ricerca, imprese tecnologiche, ambienti accademici e strutture economiche può potenzialmente essere utilizzato dai servizi russi per ottenere informazioni e ampliare reti d’influenza. Per l’Unione europea e la NATO, il ritorno di un canale ufficiale tra Bratislava e Mosca comporta quindi il rischio di un’espansione dell’influenza russa all’interno di uno Stato membro proprio attraverso settori di rilevanza strategica.

20 agosto 2026: l’opposizione contesta la riapertura

L’opposizione slovacca ha reagito duramente all’iniziativa, definendo inaccettabile il ripristino della commissione. I rappresentanti del Partito progressista (PS) hanno sostenuto che la decisione dimostra la perdita, da parte del governo, di una visione realistica della situazione e hanno avvertito delle conseguenze negative che una simile cooperazione potrebbe avere sull’istruzione e sulla ricerca.

Il Movimento cristiano-democratico (KDH) ha chiesto invece di fermare i preparativi per la riunione, richiamando le attività informatiche e di intelligence russe contro la Slovacchia. Le contestazioni interne rafforzano la percezione del governo Fico come di una forza politica pronta ad approfondire i contatti con Mosca nonostante l’aggressione russa contro l’Ucraina.

Questo orientamento si discosta dagli sforzi europei per ridurre la dipendenza dalla Russia e aumentare la pressione economica sul Cremlino. Sul piano dell’Unione, la scelta di Bratislava mette in evidenza la vulnerabilità dell’unità della politica sanzionatoria e di sicurezza e alimenta ulteriori divergenze sul sostegno all’Ucraina.

La Russia può inoltre interpretare il ritorno della cooperazione come un segnale della disponibilità di alcuni Paesi dell’Unione a riprendere contatti ufficiali nonostante la guerra. Ciò può rafforzare a Mosca l’aspettativa di un progressivo allentamento della pressione sanzionatoria e di nuove divisioni tra gli Stati membri, coerentemente con la strategia di prolungare il conflitto confidando che il tempo riduca la volontà europea di sostenere l’Ucraina e fare pressione sulla Russia.

Al 20 agosto 2026, Slovacchia e Russia stanno dunque preparando per l’autunno la riunione della commissione intergovernativa: il canale non è ancora descritto come una violazione automatica delle sanzioni europee, ma rappresenta il ritorno di un dialogo ufficiale e sistematico con Mosca, accompagnato da rilevanti rischi politici, economici e di sicurezza.

La notizia e i dettagli sui preparativi sono stati riportati da ta3.com.

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