L’appello di Patrizia Marano a Meloni: “Venga ad ascoltare i sopravvissuti di Pescara del Tronto”

23.08.2026 05:35
L'appello di Patrizia Marano a Meloni: "Venga ad ascoltare i sopravvissuti di Pescara del Tronto"

L’appello di Patrizia Marano a Giorgia Meloni: la ricostruzione di Pescara del Tronto

Il 24 agosto 2016 segna un momento tragico per Patrizia Marano, che in pochi istanti ha perso la sua intera famiglia a causa del terremoto del Centro Italia. Sotto le macerie di Pescara del Tronto sono rimasti intrappolati il marito Alberto, il figlio Tommaso, di soli 14 anni, insieme ai suoi genitori e al cognato. Patrizia è sopravvissuta, ma è un dolore che non si attenua nel tempo, riporta Attuale.

A un decennio da quella notte devastante, Patrizia, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime “Io sto con Pescara del Tronto”, ha deciso di scrivere una lettera aperta direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. In questo messaggio, chiede ascolto e ricorda l’importanza di mantenere un focus sulle persone durante il processo di ricostruzione.

“La notte del 24 agosto 2016 la mia vita si è fermata sotto le macerie”, scrive Patrizia. La sua testimonianza racconta di un mondo perduto: “Non c’erano più la famiglia, la casa, il paese e una parte di me stessa”. Le immagini di quelle ore drammatiche riaffiorano nella sua mente: “La morte, le persone che cercavano disperatamente i propri cari, la distruzione, il silenzio dopo le urla, la polvere che entrava nei polmoni”. Queste esperienze le impongono una responsabilità: continuare a far sentire la voce di chi quella notte non è tornato a casa.

Patrizia si rivolge in particolare a Pescara del Tronto, evidenziando quanto sia difficile riconoscere il suo amato luogo natale a dieci anni dal sisma. “Vedo una distesa di terra dove prima c’erano persone, voci, bambini, case e relazioni”, scrive, sottolineando che dieci anni rappresentano un’enorme parte della vita e per chi ha perso tutto, l’attesa non è un semplice ritardo, ma un dolore continuo.

Non chiede l’impossibile alla presidente del Consiglio: “Io non le chiedo di restituirmi ciò che ho perduto, perché so che nessuno potrà farlo. Le chiedo di ascoltare chi è rimasto e di guardare ciò che è rimasto di Pescara del Tronto con gli occhi di chi sa che dietro ogni casa distrutta c’era una famiglia e dietro ogni nome inciso nel ricordo c’era una vita”. Conclude esprimendo il desiderio di un incontro diretto: “Vorrei che lei venisse a Pescara del Tronto non soltanto per commemorare chi non c’è più, ma per incontrare chi è rimasto. Questa non è soltanto la mia storia; è quella di una comunità ferita che cerca ancora la forza di ricominciare. Pescara del Tronto è lì, i suoi morti sono lì, i suoi superstiti sono lì”.

Matteo Porfiri

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