Il campo largo in crisi: la divisione tra i partiti si intensifica mentre Schlein cambia argomento

23.08.2026 06:35
Il campo largo in crisi: la divisione tra i partiti si intensifica mentre Schlein cambia argomento

Il debate sul “woke” nel centrosinistra italiano si intensifica

Il dibattito sul woke scuote profondamente il centrosinistra italiano, con le divergenze sempre più evidenti tra i suoi leader. Poche giornate prima che Giuseppe Conte sollevasse il tema all’interno del campo largo, il Financial Times aveva già posto una domanda che inquieta i progressisti anche a livello internazionale: “Perché un socialista deve necessariamente abbracciare il woke?”. Nella calda estate italiana, la risposta del leader del M5s è stata chiara e diretta: “Alla sinistra non serve”, poiché “il nemico da combattere è questa società di diseguali”. L’ex premier si allinea con le posizioni di Alexandra Ocasio-Cortez e, in un clima già teso pre-primarie, accelera il confronto sotterraneo con Elly Schlein, proponendosi come la voce di una sinistra più popolare, che si concentra sui diritti e sul sociale, riporta Attuale.

La segretaria del Partito Democratico risponde spostando il focus del dibattito. Dalle pagine di Milano Finanza, non menziona direttamente il termine “woke”, ma pone al centro delle sue argomentazioni temi cruciali come industria, crescita, salari, investimenti e bollette. “L’Italia,” accusa, “dopo quattro anni di governo Meloni, è più fragile” e per risollevarla sono necessari energia meno costosa, redditi superiori e nuovi investimenti. Tuttavia, Conte tocca un nervo scoperto, dimostrando come il termine americano, nato per evidenziare l’attenzione verso le discriminazioni, si sia trasformato in una bandiera per le battaglie progressiste su identità, genere e minoranze, rivelando la necessità di riconquistare un elettorato per competere contro Giorgia Meloni. “La dignità delle persone non si divide in categorie”, replica Alessandro Zan, responsabile diritti del PD ed europarlamentare, sostenendo una linea simile a quella della sinistra spagnola di Pedro Sanchez, affiancando le lotte per lavoro, casa, salute e istruzione a diritto “ad amare, a autodeterminarsi, a vivere liberi e senza discriminazioni”.

Matteo Renzi, invece, osserva come “ora si svegliano tutti, a cominciare dai dem americani”, rivendicando le sue prime battaglie contro “l’ubriacatura woke”. Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato, esprime un’opinione ancor più decisa: “Le teorie woke fanno male alla sinistra”. Questo punto di vista non trova consensi da parte di Avs, con Elisabetta Piccolotti che risponde in modo provocatorio: “Chi ha chiesto di cancellare feste nazionali, abbattere statue, introdurre la cancel culture?”, definendo “una menzogna” l’accusa di aver sacrificato il sociale per i diritti civili.

In Italia, la cultura woke è vista come “un fantasma agitato dalla destra” per contrapporre diritti e giustizia sociale, secondo Ilaria Salis, un’altra eurodeputata, che liquida la contesa come una “stupidaggine colossale”. Riccardo Magi, chiudendo il cerchio, sottolinea come in un Paese senza legislazione sul fine vita, dove le coppie dello stesso sesso non possono adottare e l’accesso alla procreazione assistita è limitato, considerare la questione come un aut aut sia un grosso errore. La destra, nel frattempo, osserva con divertimento questa seduta di autocoscienza all’interno del campo largo. La Lega ironizza su questa situazione, trasformandola in una sorta di terapia di gruppo e creando una vignetta con intelligenza artificiale in cui Schlein, Conte, Renzi e Giorgio Gori sono ritratti in cerchio con la scritta ‘Prima riunione degli wokisti anonimi’. “Mi chiamo Giuseppe Conte e non sono più woke da due giorni”, confessa il presidente del M5s gli altri leader progressisti, mentre il Carroccio deride questa circostanza, celebrando quello che considera un “dietrofront collettivo”. Infine, Lucio Malan, senatore di FdI, commenta che la sinistra sta ripetendo con il woke ciò che aveva fatto con il comunismo: “rinnegandolo” dopo averlo sostenuto, danneggiando così vite.

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