Il Papa richiede responsabilità, ma la politica italiana risponde con propaganda
Il meeting di Rimini ha visto un forte appello di Papa Leone XIV, che ha esortato cittadini e istituzioni a mettere al centro la persona, abbandonando le bandiere e il falso realismo. Questo monito, però, è stato subito frainteso dalla politica italiana, che ha selezionato solo i frammenti utili alla propria agenda. A rubare la scena è stata la questione dell’immigrazione, con il Prevost che, richiamando il Vangelo di Matteo, ha nuovamente affermato che “le persone sono più importanti dei confini”, evidenziando il contrasto con le posizioni governative.
Per il governo, che ha fatto della rigidità delle frontiere il proprio marchio identitario, accogliere un simile richiamo rappresenta una sfida significativa. L’approccio di Leone XIV si mostra meno diretto rispetto a quello di Papa Francesco, e questo rende complicato per l’esecutivo l’adattamento alle nuove dinamiche. Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ha tentato di reinterpretare le parole del Papa, sottolineando che “i confini sono anche le identità”; un modo per rivendicare la posizione governativa. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, ha omaggiato il messaggio pontificio, ma ha eluso il conflitto tra le parole del Papa e le politiche del governo, affermando che “un pontefice cosa deve dire, se non un giudizio così chiaro?”. Anche la senatrice Domenica Spinelli ha cercato di distorcere il messaggio papale, elogiando l’appello alla misericordia, mentre Matteo Salvini ha ignorato completamente il Prevost, attaccando invece la Germania e le Ong per la questione dei migranti.
Se il centrodestra tenta di gestire la questione della accoglienza con difficoltà, il centrosinistra non esita a appropriarsi del messaggio del Papa per avanzare la propria agenda. Leone XIV ha infatti sollevato il tema del pacifismo, chiedendo di non rispondere al male con il male. Giuseppe Conte, mirando alle primarie, ha utilizzato il messaggio papale per distanziarsi dai “guerrafondai”; intanto, all’interno del PD, l’ala cattolica si è fatta portavoce della causa, accusando il governo di contraddire il Papa. Paolo Ciani ha denunciato la linea del centrodestra sui migranti, mentre ha chiesto un cambio di paradigmi, sottolineando come il vero realismo secondo Leone sia quello del dialogo, richiamando l’articolo 11 della Costituzione italiana.
Il richiamo di Papa Leone XIV alla “responsabilità” suggeriva di mettere in gioco le proprie posizioni, ma la reazione immediata della politica italiana è stata quella di schierarsi nuovamente. Così, mentre il Papa chiedeva unità e riflessione, i partiti hanno deciso di rialzare le loro bandiere, dimostrando la loro incapacità di cogliere il messaggio profondo e necessario in un momento tanto critico, riporta Attuale.