Dieci anni dopo il sisma, Meloni promette rilancio per l’Appennino centrale

24.08.2026 09:15
Dieci anni dopo il sisma, Meloni promette rilancio per l'Appennino centrale

Dieci anni dopo il devastante terremoto che ha colpito l’Appennino centrale, la premier italiana Giorgia Meloni ha dichiarato che «troppi rinvii e false partenze hanno impedito che la ricostruzione potesse procedere rapidamente», riporta Attuale.

Nel suo messaggio, Meloni ha sottolineato le difficoltà affrontate negli ultimi dieci anni, evidenziando come il governo abbia raccolto la responsabilità di avviare un cambio di passo deciso. Ha anche ricordato la ritorno di simboli significativi del territorio, come la Basilica di San Benedetto a Norcia, devastata dal sisma del 30 ottobre 2016. La presidente del Consiglio ha rimarcato l’importanza di sostenere la ripresa economica e sociale, fondamentale per mantenere vivi i borghi colpiti dal terremoto. «Molto è stato fatto, ma altrettanto resta da fare», ha aggiunto in un post sui social.

Questa mattina, la comunità locale si è riunita ad Accumoli, epicentro della prima scossa, per una celebrazione solenne seguita da una commemorazione ufficiale e un omaggio al Monumento ai Caduti. Nel pomeriggio, le celebrazioni si sposteranno ad Amatrice, dove il cardinale Matteo Maria Zuppi presiederà la Messa solenne, alla presenza della premier Meloni e delle autorità regionali e locali.

La fiaccolata e i rintocchi delle 3.36

Questa notte, l’Appennino centrale ha dato inizio alle commemorazioni del decennale del devastante terremoto, che alle 3:36 del 24 agosto 2016 ha devastato i borghi di Accumoli, Amatrice, Arquata del Tronto e altri centri, causando 299 vittime.

Ad Amatrice, si sono contati 239 morti. Nel buio della notte, i rintocchi della campana della chiesa – uno per ogni vita spezzata – hanno scosso il silenzio del borgo reatino, simbolo della tragedia. Durante la cerimonia, i nomi delle vittime sono stati letti ad alta voce, mentre le macerie ancora visibili hanno fatto da sfondo al dolore e al ricordo. L’ex sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, ha evocato quei momenti, ricordando la drammatica frase lanciata in diretta radiofonica: «Amatrice non c’è più».

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