La Schlein supera i record, mentre Meloni si avvicina a un traguardo storico
Roma, 24 agosto 2026 – “Davvero? Non lo sapevo”. La prima a stupirsene è Elly Schlein, leader del Pd, che ha superato un altro traguardo significativo nella sua carriera: oggi segna il record di giorni consecutivi alla guida del Partito Democratico. Prima di lei, sei segretari su otto avevano avuto mandati inferiori ai due anni. Con 1.261 giorni al comando, Schlein supera Pier Luigi Bersani, mentre il primato assoluto spetta a Matteo Renzi, con 1.479 giorni. Al di là delle statistiche, è evidente che il suo ruolo non è semplicemente numerico, riporta Attuale.
In tre anni e mezzo, l’outsider diventata segretaria con primarie aperte ha mantenuto unita una formazione politica nota per le sue tendenze divisive. Sotto la sua guida, il Pd si è consolidato come il secondo partito d’Italia, alle spalle dei Fratelli d’Italia, e ha affrontato eventi elettorali, come le Europee 2024, con risultati migliori del previsto. Schlein, il cui nome di battesimo è Elena Ethel, continua a promuovere una linea “testardamente unitaria” per guidare il campo progressista. Tuttavia, la vera sfida si prospetta nello scenario delle primarie e per la premiership, con Giuseppe Conte sempre attento per le elezioni politiche del 2027.
Elly Schlein ha già allargato la maggioranza dem a sostenerla, ma questo comporta maggiori complicazioni dovute alla necessità di accontentare diverse fazioni. Giunge a questo traguardo con una priorità chiara: contrastare Meloni, poiché è evidente che, se sarà la leader del centrosinistra nel 2027, dovrà affrontare l’altra donna di record in Italia.
Tra pochi giorni, il 4 settembre, Giorgia Meloni celebrerà un traguardo ambizioso: il governo più duraturo della storia repubblicana, superando il Berlusconi II. Festeggerà a Bari, con un evento a tema Atreju, non alla Fiera del Levante, come inizialmente programmato, data la concomitanza con un concerto di Caparezza. La premier, la cui leadership rimane indiscussa, è ben consapevole dell’importanza di questo primato. Anche Schlein riconosce Meloni come sua avversaria, difendendone l’onore istituzionale quando Trump l’ha insultata. Inoltre, pur divertendosi a stuzzicare il presunto campo largo e chiedendo chi sia il leader, Meloni sembra preferire una sfida contro Elly, ritenendo Conte più forte.
Nonostante si siano incontrate solo un paio di volte, entrambe hanno tentato di instaurare un dialogo su temi sensibili come la violenza sulle donne e l’intelligenza artificiale, anche se non sempre con successo. Nel 2027, i loro nomi potrebbero apparire sulla scheda elettorale, rappresentando due differenti visioni per l’Italia, pronte a tutto per realizzarle.